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Gettare rifiuti dall’auto: la stretta del Governo tra multe salate e carcere

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Un uomo getta rifiuti da un'auto (foto AI)

VARESE, 13 agosto 2025-Dallo scorso 9 agosto 2025, un gesto di inciviltà come gettare un rifiuto dal finestrino dell’auto non è più solo una questione di buone maniere, ma un’azione che può costare carissimo.

Il Governo, con il D.L. n. 116, ha introdotto un pacchetto di misure durissime per contrastare l’abbandono di rifiuti dai veicoli. Le sanzioni non sono più una semplice minaccia, ma una certezza che può colpire anche a distanza di giorni, grazie all’uso delle telecamere.

Come cambiano le regole: basta una foto

Prima di questa riforma, era quasi impossibile sanzionare chi si macchiava di questo reato. Le forze dell’ordine dovevano cogliere il trasgressore sul fatto, fermarlo e identificarlo. Una procedura macchinosa che, di fatto, garantiva l’impunità a molti.

Oggi, la musica cambia radicalmente. Le modifiche all’art. 15 del Codice della Strada consentono a qualsiasi impianto di videosorveglianza – sia esso una telecamera comunale, autostradale o privata – di individuare il colpevole. Come spiega Luigi Altamura, referente Anci per la viabilità, “basta un fotogramma nitido della targa” per avviare il procedimento. Non è più necessario essere fermati sul momento: il fotogramma, acquisito anche a distanza di giorni, verrà incrociato con i dati della Motorizzazione per risalire al responsabile e notificare la sanzione.

Il nuovo quadro normativo introduce un sistema di sanzioni a severità crescente in base al tipo di rifiuto abbandonato:

Rifiuti di minima entità: per un mozzicone di sigaretta o un fazzoletto di carta, la multa può arrivare fino a 1.188 euro.

Rifiuti non pericolosi: gettare un sacchetto, una lattina o una bottiglia di vetro può far scattare un procedimento penale, con ammende che vanno da 1.500 a 18.000 euro.

Abbandono in aree protette: se il gesto mette a rischio l’ambiente o la salute pubblica, si rischia la reclusione da 6 mesi a 7 anni. In questi casi, è previsto l’arresto, anche a 48 ore dall’accertamento, basato esclusivamente sulle immagini video.

Non solo multe: patente sospesa e veicoli confiscati

Le conseguenze non si limitano alle sole sanzioni pecuniarie. Gli autori dei reati più gravi rischiano anche la sospensione della patente fino a 6 mesi. Nei casi più seri, specialmente se il mezzo è aziendale, può scattare la confisca del veicolo. In questa situazione, lo Stato ne diventa proprietario, a meno che il titolare non dimostri la propria totale estraneità ai fatti.

Le nuove norme colpiscono anche le aziende. Se il reato è commesso da un dipendente con un mezzo aziendale, il datore di lavoro risponde per omessa vigilanza, rischiando fino a 5 anni e mezzo di carcere e la confisca del veicolo.

L’abbandono di rifiuti su strada non è solo un problema estetico, ma una questione di sicurezza e salute pubblica. Le conseguenze sono gravi:

Sicurezza stradale: un oggetto lanciato può colpire un motociclista o costringere altri conducenti a manovre improvvise e pericolose.

Danno ambientale: i rifiuti inquinano corsi d’acqua e aree verdi, ostruiscono i tombini e contribuiscono al dissesto idrogeologico.

Emergenza sanitaria: l’accumulo di spazzatura attira animali infestanti e può diventare un focolaio di malattie.

Questo nuovo decreto segna un cambio di passo decisivo. L’obiettivo è chiaro: fermare l’inciviltà dilagante e proteggere l’ambiente e la sicurezza di tutti.

redazione@varese7press.it