PORTO CERESIO, 1 settembre 2025-Il gruppo consiliare di minoranza “Porto nel Cuore”, guidato dall’ex sindaco Jenny Santi, ha presentato ben sette interpellanze al sindaco di Porto Ceresio, sollevando diverse questioni che, a detta dei consiglieri, riflettono il malcontento e le denunce di centinaia di cittadini. Il gruppo, composto anche da Antonio Girardi e Matteo Zuliani, ha inoltre denunciato la giunta comunale al Prefetto, lamentando la mancanza di comunicazione e trasparenza.
Tra le questioni sollevate, spiccano:
Disturbo della quiete pubblica: Si denuncia l’inerzia del comune di fronte alle ripetute segnalazioni e a una raccolta firme contro l’inquinamento acustico causato da alcuni locali. La minoranza accusa l’amministrazione di aver omesso i controlli, ignorando la musica a volumi eccessivi e il mancato rispetto degli orari previsti dal regolamento comunale.
Sicurezza stradale e fondi dei parcheggi: Viene segnalata l’alta velocità di auto e moto sulle strade principali e la sosta irregolare in prossimità di incroci e segnali di STOP. I consiglieri chiedono conto dei quasi 100.000 euro annui incassati dai parcheggi a pagamento e domandano quali interventi siano previsti per migliorare la mobilità urbana.
L’assessora sotto accusa: “Porto nel Cuore” chiede chiarimenti e le dimissioni dell’assessora alle politiche sociali, coinvolta in un’attività commerciale che, secondo un recente servizio televisivo, non avrebbe rispettato gli obblighi verso i propri lavoratori.
Gestione degli spazi pubblici:
Parco giochi: Dopo oltre tre anni di ritardo nella riapertura, i consiglieri criticano la gestione da parte di una società privata che limita l’accesso al parco. Inoltre, lamentano il dimezzamento del campo da calcetto, che escluderebbe gli adolescenti.
Palestra comunale: Viene contestata l’assegnazione diretta della gestione, senza un bando pubblico, a un’associazione locale per quattro anni. Il gruppo chiede che la struttura sia accessibile a tutti e che vengano attivati corsi per ogni fascia d’età.
Spiaggetta Fiammetta: La gestione privata è sotto accusa. L’attività, che dovrebbe promuovere turismo e sport, sembra concentrarsi unicamente sulla gestione serale di un locale che arreca disturbo ai residenti.
La capogruppo Jenny Santi ha spiegato che la decisione di rivolgersi al Prefetto di Varese è stata una conseguenza diretta del “totale silenzio” dell’amministrazione. “Ci siamo visti costretti a scrivere al Prefetto a causa del silenzio di fronte a segnalazioni e lamentele e alla richiesta di accesso agli atti da parte del nostro gruppo consiliare, a cui non abbiamo mai avuto risposta”, ha dichiarato Santi.
Infine, un ultimo punto di contestazione riguarda la sparizione della panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, che non è stata riposizionata dopo i lavori sul lungolago.
L’azione della minoranza sottolinea una profonda spaccatura tra la giunta e una parte della cittadinanza, evidenziando la richiesta di maggiore trasparenza e partecipazione nella gestione della cosa pubblica.




