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“Letture in scena” al Teatro Tordinona di Roma

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ROMA, 11 settembre 2025-Il Teatro Tordinona di Roma, in via degli Acquasparta 16, ospiterà venerdì 12 settembre alle ore 18 l’apertura della rassegna “Letture in scena” con la partecipazione di due autori. Michele Bovi rivelerà gli artificiosi retroscena di quel “festival fantasma” che coinvolgono discografici, editori e dirigenti Rai, mentre Pasquale Panella reciterà i testi inediti dei brani musicali scritti dalle Grandi Firme del giornalismo italiano

Meglio Mogol o Sandro Ciotti? Franco Migliacci o Gianni Minà? Sergio Bardotti o Maurizio Costanzo? Giorgio Calabrese o Emilio Fede? C’è stata un’epoca in cui i giornalisti tentarono di sostituire i parolieri nella confezione dei brani mirati a scalare l’hit parade dei dischi più venduti.

Firme destinate a diventare molto popolari, da Vincenzo Buonassisi a Italo Cucci, da Kris Mancuso a Antonio Lubrano, da Giuseppe “Joe” Marrazzo a Franco Moccagatta, ma anche redattori già celebri in veste di scrittori come Giuseppe Marotta e Diego Calcagno, formarono uno squadrone di reporter con l’obiettivo di spodestare i professionisti del verso cantato. Aiutati da compositori come Giovanni D’Anzi, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Renato Rascel, Stelvio Cipriani, Pino Donaggio e dalle voci di Gianni Morandi, Giorgio Gaber, Sergio Endrigo, Mia Martini, Gino Paoli, Iva Zanicchi, Edoardo Vianello, Riccardo Cocciante, solo per citare qualche nome: in realtà c’erano proprio tutte le popstar degli anni d’oro della canzone – più di qualsiasi Festival di Sanremo di quel periodo – a sperimentare la nuova formula che prometteva di mettere alle corde la potente lobby dei parolieri. E c’era la televisione, con la prima e la seconda rete, con i presentatori Corrado, Enrico Simonetti, Isabella Biagini, con ospiti internazionali di rango come Françoise Hardy e Shirley Bassey.

Un esperimento lanciato dal giornalista Sandro delli Ponti e dal manager Gianni Ravera con il nome di Cantastampa: cinque leggendarie edizioni dal 1963 al 1972. Leggendarie perché – inconcepibilmente – non esiste più documento di quella manifestazione: la Rai ha smarrito i filmati delle serate, le case discografiche non hanno pubblicato le canzoni (tranne qualche eccezione come “Che mondo strano” discreto successo del gruppo inglese The Rokes) e alla Società italiana degli autori ed editori quasi tutti i depositi risultano contraffatti.

A raccontare la storia di quel “festival fantasma” è il libro “C’era una volta il Cantastampa: quando i giornalisti spodestarono i parolieri” (Coniglio editore con il progetto grafico di Ines Paolucci) confezionato dal giornalista Michele Bovi e dallo scrittore e paroliere Pasquale Panella che hanno ritrovato i materiali esclusivi di quelle cinque edizioni.