VARESE. 6 dicembre 2025-Si è concluso con successo il progetto “BoscoBIO” , un’iniziativa che ha unito rigore scientifico e impegno civico per monitorare la biodiversità e la resilienza degli ecosistemi forestali. Il progetto, coordinato dalla Comunità Montana Valli del Verbano, si è classificato al settimo posto nel Bando Pubblico “National Biodiversity Future Center”, finanziato dall’Unione Europea-NextGenerationEU.
“BoscoBIO” ha rappresentato un esempio virtuoso di collaborazione tra i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e i volontari della Comunità Montana Valli del Verbano. Il loro obiettivo era fornire basi scientifiche per una pianificazione forestale adattativa nei siti Natura 2000 Val Veddasca, Monte Sangiano e Monti della Valcuvia.
I Tre ambiti chiave della ricerca
Le attività di ricerca si sono concentrate su tre aspetti fondamentali:
Prevenzione degli Incendi Boschivi
Il Ruolo dei Volontari: Sessantasei volontari del COAV – Coordinamento Antincendio Valli del Verbano hanno affiancato i ricercatori nelle simulazioni di propagazione del fuoco.
Risultati Chiave: I dati hanno dimostrato che l’umidità del combustibile morto è il principale fattore di controllo: all’aumentare dell’umidità, la probabilità di incendio diminuisce drasticamente.
Vulnerabilità: Le faggete si sono rivelate le più vulnerabili a causa degli elevati valori di carico di combustibile, mentre i querco-carpineti e i boschi di latifoglie di bassa quota hanno mostrato livelli di rischio più contenuti.
Strumento Operativo: Una carta del rischio di incendi ha dettagliato i principali hotspot di pericolo sul territorio.
Resilienza al Cambiamento Climatico
Monitoraggio sul Campo: Quindici volontari, formati dal dottor Riccardo Balistreri, consulente in Scienze Forestali e Ambientali, hanno partecipato a 36 uscite, monitorando 150 aree di saggio.
Impatti sulle Specie: I dati, integrati con modelli di distribuzione, mostrano una tendenza generale alla diminuzione dell’idoneità climatica. Specie come il faggio e il castagno risultano essere le più penalizzate, in particolare verso la fine del secolo.
Specie Adattabili: Al contrario, la robinia e l’ailanto hanno dimostrato una maggiore tolleranza al calore e alla siccità.
Tendenze Future: Le proiezioni indicano uno spostamento degli habitat idonei verso nord e verso quote più elevate. Le fasi giovanili delle specie sono risultate più sensibili agli stress climatici rispetto agli individui adulti.
Biodiversità degli Ecosistemi
Catalogazione: Con altre 150 aree di saggio, i volontari hanno catalogato e cartografato i cosiddetti “dendromicrohabitat (TreM)” (come cavità, rami secchi e cortecce sollevate) e la presenza di legno morto.
Importanza del legno morto: È emerso che i TreM non si trovano solo sugli alberi vivi, ma sono diffusi anche nel legno morto. Questo sottolinea l’importanza di conservare sia gli alberi maturi di grande diametro che quelli caduti.
Differenze tra specie: Le latifoglie ospitano un numero superiore di microhabitat rispetto alle conifere, mentre nei castagneti e querco-carpineti si registra una maggiore presenza di TreM di origine antropica.
Applicazioni future per la Gestione Forestale
I dati raccolti dal progetto “BoscoBIO” sono già stati utilizzati per la redazione del nuovo Piano Antincendio, presentato a inizio dicembre. Saranno inoltre fondamentali per la stesura del nuovo Piano di Indirizzo Forestale (PIF).
Il PIF si pone l’obiettivo di contrastare gli effetti del cambiamento climatico e tutelare la biodiversità a lungo termine , legandosi strettamente alla Strategia di Transizione Climatica “Bosco Clima”, sostenuta da Fondazione Cariplo. Entrambi i progetti sono parte integrante di un ampio programma della Comunità Montana per la valorizzazione del patrimonio boschivo delle valli del Verbano.
L’assessora all’Ambiente, Valeria Squitieri, ha commentato:
«Il progetto “BoscoBIO” è un passo decisivo per la conoscenza e la tutela dei nostri

ecosistemi forestali. Il coinvolgimento dei volontari, accanto al lavoro dei ricercatori, ha reso possibile una raccolta dati capillare e di elevata qualità: è quindi anche un esempio concreto di come il nostro territorio sappia mettere in campo competenze, responsabilità e collaborazione per proteggere il nostro patrimonio naturale».
Soddisfazione anche dall’assessore alla Protezione civile, Marco Fazio, per l’impegno dei volontari del COAV:
«Il COAV si dimostra ancora una volta all’avanguardia e pieno di entusiasmo nel recepire iniziative anche molto impegnative come quella di “BoscoBIO”». Fazio ha evidenziato come l’analisi precisa dei dati stia permettendo di anticipare e quantificare il rischio incendi e di organizzare al meglio le risorse


