Guardia Costiera, blitz a Genova: denuncia e 20 kg di pesce sequestrato per cattiva conservazione

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GENOVA, 8 dicembre 2025-La Guardia Costiera di Genova ha intensificato la sua attività di controllo sulla filiera commerciale ittica, eseguendo ispezioni mirate presso pescherie e ristoranti in città e provincia. L’operazione ha portato alla luce diverse irregolarità, culminando nella denuncia di un titolare di un pubblico esercizio e nella chiusura di un altro.

I controlli si sono concentrati in particolare su due esercizi pubblici etnici cittadini, dove sono state accertate gravi carenze igienico-sanitarie.

Nel primo dei due locali ispezionati, la situazione riscontrata era particolarmente seria. La Guardia Costiera ha accertato che alcuni prodotti ittici, destinati alla preparazione e somministrazione, erano in cattivo stato di conservazione.

A seguito di ciò, il titolare è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Genova ai sensi della Legge 283/62. Circa 20 kg di prodotto ittico non idoneo sono stati sottoposti a sequestro.

Il secondo esercizio etnico controllato presentava, oltre ad alcune violazioni amministrative relative alla tracciabilità e all’origine dei prodotti ittici, una situazione di estrema precarietà nelle condizioni d’igiene dei locali adibiti alla conservazione e alla preparazione degli alimenti.

La gravità delle carenze igieniche riscontrate ha richiesto l’immediato intervento del Servizio Igiene Alimenti della ASL 3. L’Autorità Sanitaria Locale ha disposto la chiusura dell’esercizio fino a quando non verrà completato il ricondizionamento igienico-sanitario dei locali, necessario per garantire la sicurezza dei consumatori.

Le operazioni della Guardia Costiera proseguono per assicurare il rispetto delle normative igienico-sanitarie e la tracciabilità del pescato lungo tutta la catena commerciale.

Sempre a Genova i militari della Capitaneria di Porto di Genova hanno scoperto un ingente abbandono di attrezzature balneari sui fondali antistanti la spiaggia di Vesima, a seguito di segnalazioni da parte di cittadini.

La ricognizione subacquea effettuata dalla Guardia Costiera ha rivelato la presenza di centinaia di pezzi di attrezzatura – tra cui lettini da mare, basi per ombrelloni e pedane – abbandonate in mare, trasformando di fatto il fondale in una discarica sommersa.

Dalle indagini svolte dalla Capitaneria è emerso che le attrezzature appartenevano a uno degli stabilimenti balneari presenti sulla spiaggia di Vesima. L’accumulo di rifiuti in mare risale all’inizio di settembre 2025, quando una violenta mareggiata danneggiò e asportò il materiale.

Il proprietario dello stabilimento aveva provveduto unicamente alla rimozione delle attrezzature rimaste sull’arenile, lasciando invece abbandonate sul fondale quelle trascinate via dai marosi e mai recuperate.

A fronte dell’evidente negligenza e dell’abbandono di materiali qualificati come rifiuti, il titolare dello stabilimento balneare è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Genova per il reato di abbandono di rifiuti, così come previsto dal Codice dell’Ambiente.

Oltre alle conseguenze penali, l’esercente dovrà provvedere con urgenza alla bonifica del sito, recuperando tutte le attrezzature abbandonate sul fondale marino per ripristinare l’integrità ambientale dell’area di Vesima.

redazione@varese7press.it