VARESE, 11 dicembre 2025-La seduta del Consiglio Comunale di Varese, prevista per questa sera, giovedì 11 dicembre, è destinata a non tenersi. La maggioranza ha infatti annunciato che non garantirà il numero legale, in segno di protesta contro l’atteggiamento ostruzionistico della Lega.
La polemica è esplosa a seguito della valanga di emendamenti al bilancio presentata dal Carroccio, considerata dalla coalizione di governo come una manovra di blocco politico.
In una nota ufficiale, la maggioranza ha puntato il dito direttamente contro quattro consiglieri della Lega – Angei, Monti, Bison e Parravicini – accusandoli di paralizzare la città di 80.000 abitanti con una “arroganza mai vista”.
“Il Comune, e una intera città da 80.000 abitanti, sono bloccati da 4 consiglieri comunali della Lega ,che con un’arroganza mai vista stanno paralizzando Varese,” dichiara il sindaco Davide Galimberti.
La critica è netta: l’azione non sarebbe motivata da un dibattito su iniziative concrete per i cittadini, ma da una “strategia politica vecchia e inconcludente” che sfocia nel palese ostruzionismo.
Secondo la maggioranza, questa tattica si sta già rivelando un boomerang per i suoi promotori. Sia i cittadini di Varese che, in misura ancora più significativa, gli stessi alleati di minoranza avrebbero compreso la natura del “giochino” politico messo in atto.
La gravità della situazione è un eventuale blocco amministrativo: “Solo che amministrare non è un gioco, anche se i consiglieri della Lega paiono non capirlo.”, dice Galimberti
L’accusa più pesante riguarda la frattura interna al centrodestra. La maggioranza sostiene che la strategia fallimentare della Lega ha portato a una situazione inedita: “per la prima volta nella storia dei consigli comunali di Varese, ma crediamo più in generale di tutta Italia, una minoranza riesca a far scappare tutte le altre forze politiche alleate, e a spaccarsi.”
A dimostrazione di ciò, viene citata la scena vista mercoledì 10 dicembre in aula. Sui banchi dell’opposizione, “arroccati sulle sedie del loro arrogante e inconcludente modo di fare politica,” sarebbero rimasti soltanto i quattro consiglieri leghisti.
“I loro colleghi li hanno lasciati soli a recitare questa surreale liturgia di temi vuoti e inconsistenti,” conclude la maggioranza, definendo l’episodio come la “fotografia plastica” di un metodo dettato unicamente dall’arroganza, che ha portato all’isolamento politico della Lega all’interno del proprio stesso schieramento.


