Olgiate Olona, focolaio aviaria: odori nauseabondi e mosche in numero anomalo, il Comune chiede chiarimenti ad ATS

0
392
batterie di polli da allevamento (foto ilfattoquotidiano.it)

OLGIATE OLONA, 11 dicembre 2025-Nonostante lo smaltimento delle carcasse, l’area Balina continua a essere afflitta da miasmi “irrespirabili”, soprattutto nelle ore notturne. L’Amministrazione comunale intensifica i controlli e chiede ad ATS la documentazione completa sulle operazioni di bonifica in corso.

 L’emergenza sanitaria scatenata dal focolaio di influenza aviaria nell’area Balina, confermato ufficialmente lo scorso 17 novembre, si è trasformata in una complessa questione ambientale e di vivibilità per i residenti di Olgiate Olona. Nonostante l’attuazione delle misure straordinarie disposte da ATS Insubria, i cittadini continuano a segnalare una intensa recrudescenza di odori nauseabondi che rendono l’aria “irrespirabile”, un nocumento grave per la vita quotidiana, a cui si aggiunge un anomalo ritorno di sciami di mosche.

La situazione è stata confermata anche dalle pattuglie della Polizia Locale e dai Consiglieri Comunali che hanno riscontrato di persona, e soprattutto nelle ore notturne e del primo mattino, la presenza di miasmi che, percettivamente, sembrerebbero riconducibili a materiale biologico o chimico.

Il 13 novembre scorso, l’Ordinanza n. 16/2025 di ATS Insubria aveva disposto il sequestro, l’abbattimento e la distruzione degli animali presenti nell’Azienda Bruzzese, oltre alla pulizia e disinfezione dei locali e il divieto di ripopolamento per almeno 21 giorni dopo la bonifica.

Ad oggi, l’Amministrazione Comunale ha ricevuto da ATS la conferma che tutte le carcasse delle galline ovaiole soppresse sono state regolarmente smaltite tramite incenerimento. Tuttavia, il perdurare dei forti odori ha spinto il Comune a richiedere una conferma formale e documentata che tutte le operazioni dichiarate siano state effettivamente svolte.

In risposta alle richieste del Comune e della cittadinanza, il Dipartimento Veterinario di ATS Insubria ha ribadito che, a seguito della conferma del focolaio, sono state attuate tutte le attività previste dalla normativa per l’estinzione rapida. Si conferma l’abbattimento dei volatili tramite Ditta convenzionata e il trasporto delle carcasse verso impianti di rendering specializzati.

ATS ha inoltre specificato che, sebbene le operazioni si siano svolte nel rispetto delle norme di biosicurezza e benessere, gli odori sgradevoli in alcune fasi sono da ritenersi fisiologici. L’ente ha precisato che, attualmente, in allevamento non sono più presenti volatili né uova e che sono iniziate le procedure di pulizia e disinfezione.

Un elemento chiave riguarda la pollina (il letame avicolo): questa è stata stoccata in platea, irrorata con disinfettante e coperta, ma non potrà essere rimossa per lo smaltimento finale per un periodo minimo di 42 giorni.

Per garantire la massima chiarezza e tutelare la salute pubblica, l’Amministrazione Comunale ha richiesto ad ATS Dipartimento Veterinario una serie di documenti fondamentali, come la verifica puntuale delle attività svolte nel sito, la documentazione completa sullo stato delle procedure in corso, le specifiche tecniche dei trattamenti effettuati su carcasse e pollina, una stima aggiornata dei tempi necessari per completare definitivamente la bonifica.

La Polizia Locale, intanto, prosegue con i sopralluoghi costanti nell’area esterna per monitorare le condizioni ambientali, specialmente nelle fasce orarie in cui il fenomeno degli odori è più ricorrente (notte/primo mattino e sera).

Si ricorda, inoltre, che dopo il fenomeno delle mosche che aveva afflitto la zona nel 2024, e che si era lievemente ripresentato quest’anno, l’Amministrazione ha richiesto una revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alla Provincia di Varese, istanza che allo stato attuale risulta respinta. L’Amministrazione Comunale ribadisce il proprio impegno e promette di comunicare tempestivamente ogni sviluppo tramite i canali istituzionali.