Manovra Finanziaria: nuove strette sulle pensioni anticipate a partire dal 2032. A rischio anche il riscatto anni universitari

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Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia (foto mef.gov.it)

VARESE, 16 dicembre 2025-di GIANNI BERALDO

Non buone  notizie sul fronte pensionamenti. Le ultime modifiche alla Manovra finanziaria in discussione in Parlamento, introducono infatti una serie di strette con effetti che si faranno sentire in modo progressivo. Specialmente per chi mira al pensionamento anticipato, in particolare a partire dal 2032.

La principale novità che impatta sulla pensione anticipata (attualmente a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 e 10 mesi per le donne) riguarda l’allungamento della cosiddetta ‘finestra mobile’,  ovvero il tempo di attesa tra il raggiungimento dei requisiti e l’effettiva erogazione dell’assegno.

In questo caso vi sarà un allungamento progressivo.  Per chi matura i requisiti per la pensione anticipata, la finestra mobile diventerà di:

24 mesi (2 anni) per chi matura i requisiti nel 2034.

30 mesi (2 anni e mezzo) per chi matura i requisiti nel 2035.

Questo allungamento significa, di fatto, che i lavoratori dovranno attendere più a lungo per iniziare a percepire la pensione dopo aver raggiunto l’anzianità contributiva richiesta, posticipando l’uscita effettiva dal mondo del lavoro.

Un altro fronte di intervento riguarda il riscatto della laurea triennale ai fini pensionistici. L’emendamento prevede una riduzione progressiva del vantaggio offerto da questa misura, rendendo l’opzione meno conveniente dal punto di vista economico per coloro che ne usufruiranno in futuro.

Per quanto riguarda i requisiti generali,  restano confermati i 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi fino al biennio 2025-2026. A partire dal 1° gennaio 2027, l’età anagrafica verrà nuovamente adeguata all’aspettativa di vita ISTAT, un meccanismo che, storicamente, porta a un innalzamento dei requisiti nel lungo periodo.

La Pensione Anticipata Flessibile (“Quota 103”) viene invece mantenuta per chi matura i requisiti nel 2024 e 2025 (62 anni di età e 41 di contributi), ma con il ricalcolo dell’intero assegno con il metodo contributivo e con un tetto all’importo fino al compimento dei 67 anni.

Queste misure, insieme ad altre riforme come il trasferimento automatico del TFR alla previdenza complementare per i neoassunti nel settore privato a partire dal prossimo luglio, si inseriscono in un contesto in cui il Governo cerca di ottenere un “tesoretto” per finanziare altre misure della Manovra (si parla di un risparmio di circa 1,6 miliardi l’anno, come accennato in alcune fonti), e di garantire la sostenibilità del sistema previdenziale nel medio-lungo termine.

Le opposizioni e i sindacati hanno sollevato forti critiche, denunciando una stretta che penalizza in particolare i lavoratori con carriere discontinue, i giovani e le donne, chiedendo una riforma previdenziale strutturale che tenga conto anche del valore del lavoro di cura e della fragilità delle carriere.

redazione@varese7press.it