VARESE, 20 dicembre 2025-Alleggerire la pressione sui reparti ospedalieri e, contemporaneamente, offrire alle famiglie una “rete di sicurezza” nel passaggio dall’ospedale a casa. È questo il cuore del nuovo progetto sperimentale approvato da ATS Insubria, che ha messo in campo risorse per 832.200 euro (fondi regionali) per garantire un’assistenza di transizione ai pazienti anziani fragili.
Una risposta ai bisogni delle famiglie
Il progetto si rivolge a pazienti over 65 con un quadro clinico stabilizzato ma che non possono ancora rientrare al proprio domicilio. Le ragioni sono diverse: lavori di adeguamento dell’abitazione in corso, necessità di reperire personale di assistenza o attesa di un posto definitivo in una struttura sociosanitaria.
“Questo progetto rappresenta un’evoluzione concreta nella presa in carico – spiega Enrico Tallarita, Direttore Sociosanitario di ATS Insubria – coordinando ospedali, RSA e famiglie in un percorso organizzato per offrire una risposta fattiva a un bisogno reale”.
Come funziona: tempi e costi
La degenza presso le strutture aderenti ha una durata flessibile: da un minimo di 8 a un massimo di 30 giorni (prorogabili di altri 15 in casi eccezionali). Il modello economico prevede una compartecipazione:
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Quota sanitaria: interamente coperta da ATS Insubria.
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Quota alberghiera: a carico della famiglia, fissata a 60 euro giornalieri.
L’adesione è totalmente volontaria. Al momento della dimissione, l’ospedale consegna ai familiari una lettera informativa; se la proposta viene accettata, il percorso deve attivarsi entro 24 ore dalla conferma della presa in carico.
La forza della rete: 8 RSA coinvolte
Il bando di ATS ha visto l’adesione di otto RSA distribuite uniformemente tra le province di Como e Varese, con Villa Puricelli di Bodio Lomnago nel ruolo di capofila.
Salvatore Gioia, Direttore Generale dell’Agenzia, ha sottolineato il valore della rete territoriale: “La forza di questo progetto è la risposta tempestiva alle esigenze emergenti. I primi tre pazienti sono già stati inseriti in questi giorni”.
Sulla stessa linea Luca Trama, direttore de “La Provvidenza” e presidente UNEBA Varese: “Abbiamo scritto un capitolo nuovo nella collaborazione tra sociosanitario e ospedali. Non lasciamo soli i pazienti in un momento tanto delicato”.
L’iniziativa si inserisce nella visione strategica regionale. Emanuele Monti, presidente della Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia, dichiara: “Regione Lombardia ha investito in questo progetto perché consente di ridurre la pressione sugli ospedali, liberando posti per acuti e garantendo continuità assistenziale. È un modello di cura vicino alle persone”.
Le strutture aderenti
Ecco l’elenco delle RSA dove sono disponibili i 33 posti letto totali:
| Struttura | Località | Provincia |
| RSA Villa Puricelli (Capofila) | Bodio Lomnago | VA |
| Fondazione Mons. Gerolamo Comi | Luino | VA |
| Residenza Ai Pini | Arcisate | VA |
| Residenza Prealpina | Laveno Mombello | VA |
| RSA San Giacomo | Tradate | VA |
| RSA La Provvidenza | Busto Arsizio | VA |
| C.R. Cesare ed Emilio Prandoni | Torno | CO |
| RSA Garibaldi e Pogliani | Cantù | CO |


