Ristorni frontalieri: “Varese penalizzata dal Governo”. L’affondo di Matteo Capriolo

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Matteo Capriolo

VARESE, 22 dicembre 2025-Il mancato inserimento della revisione della legge sui ristorni fiscali dei lavoratori frontalieri nella manovra di bilancio nazionale accende il dibattito politico a Varese. Sulla questione è intervenuto duramente Matteo Capriolo, consigliere comunale e presidente della Commissione Bilancio, che ha espresso forte preoccupazione per le conseguenze economiche sul capoluogo.

Il nodo del contendere riguarda la soglia del numero di frontalieri residenti necessaria per accedere ai fondi. Attualmente, la normativa prevede una quota del 4%, mentre l’amministrazione varesina – sostenuta da un voto bipartisan in Consiglio – aveva chiesto di abbassare tale soglia al 3%.

Questo passaggio tecnico permetterebbe a Varese di rientrare tra i beneficiari dei ristorni, sbloccando circa 4 milioni di euro destinati alle casse comunali.

“Abbiamo appreso che purtroppo la manovra di bilancio varata dal Governo ha respinto la richiesta di revisione della legge”, ha dichiarato Capriolo. “Eppure, i diversi gruppi politici del Consiglio varesino avevano espresso la necessità di questa revisione nell’interesse della città, con un voto condiviso sia dalla maggioranza che dalle opposizioni di Fratelli d’Italia e Forza Italia”.

L’attacco politico alla Lega

Secondo Capriolo, l’esclusione di Varese da questi fondi rappresenta una scelta che colpisce in modo mirato il territorio. Il consigliere non ha risparmiato critiche verso una parte specifica della coalizione di governo, puntando il dito contro la Lega.

“Si tratta di un intervento che penalizza unicamente la nostra città”, ha incalzato il Presidente della Commissione Bilancio. “Il mancato supporto della Lega in questa sede dimostra, per l’ennesima volta, quanto il partito non abbia minimamente a cuore le sorti di Varese”.

Un mancato introito per la città

La perdita dei 4 milioni di euro di ristorni rappresenta un colpo significativo per il bilancio comunale. Questi fondi sono storicamente utilizzati per finanziare opere pubbliche, servizi e manutenzioni nei comuni di frontiera, compensando l’impatto dei lavoratori che risiedono in Italia ma pagano le tasse in Svizzera.

Senza la revisione della legge, Varese resta esclusa da queste risorse, nonostante l’ampio fronte politico locale che ne chiedeva il ripristino per sostenere lo sviluppo della città.

redazione@varese7press.it