L’analisi di Stefania Filetti (CGIL Varese): “Oltre le luci di Natale, serve una visione per il futuro”

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VARESE, 23 dicembre 2025-In questa lettera pubblica rivolta alla cittadinanza Stefania Filetti,  Segretaria Generale CGIL Varese, analizza le criticità della manovra finanziaria e le sfide che attendono il territorio nel prossimo anno.

Mentre le città si accendono per le festività, il nostro sguardo non deve lasciarsi distrarre dalle luminarie natalizie. La realtà che emerge dalla Legge di Bilancio 2026, attualmente in discussione in Parlamento, ci consegna un quadro preoccupante: un Governo impegnato a racimolare risorse attraverso tagli diffusi che colpiscono i capitoli di spesa più cari alla popolazione.

Un’economia ferma e senza visione

Il giudizio della CGIL sulla manovra è complessivamente negativo. Nonostante i piccoli risparmi sull’Irpef per alcune fasce di reddito e i benefici minimi sugli aumenti contrattuali, le decisioni assunte non sostengono il potere d’acquisto di salari e pensioni, ormai ridimensionato dall’inflazione e dal costo della vita.

Siamo di fronte a una costante produzione di disuguaglianze:

Tagli alla previdenza: gli emendamenti in commissione al Senato e alla Camera aggiungono gravi tagli per i lavoratori precoci, Opzione Donna e per le pensioni anticipate dei lavori usuranti.

Assenza di investimenti: manca una visione di sviluppo. Senza investimenti in infrastrutture, ricerca e istruzione, non si invertirà la rotta della bassa produttività e di un PIL ormai fermo allo “zero-virgola”.

L’economia del riarmo: è inaccettabile che l’unico settore con un andamento positivo sia quello delle armi, alimentato da fondi europei che dovrebbero essere destinati a ben altre priorità.

La difesa dei servizi pubblici: Sanità e Scuola

Il rischio più grande riguarda il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Stiamo rischiando un cambio di sistema: da universalistico ed equo a un modello basato sulle assicurazioni private e sugli interessi di parte. Chi non ha i soldi per il privato oggi sta già rinunciando a curarsi a causa delle difficoltà del servizio pubblico.

Anche sul fronte contrattuale, lo Stato si sta dimostrando un datore di lavoro parziale: mentre nel 2025 molti contratti privati sono stati rinnovati recuperando l’inflazione, per scuola e sanità le trattative sono state bloccate senza recupero inflattivo. La CGIL non ha firmato e non firmerà contratti che programmano l’impoverimento dei lavoratori.

Un clima di scontro e l’impegno della CGIL

Assistiamo con preoccupazione a un abbassamento del linguaggio istituzionale in perfetto stile populista. Il dissenso e gli scioperi vengono accolti con allergia e attacchi diretti. Gli attacchi quotidiani alla CGIL e al suo Segretario hanno raggiunto livelli inaccettabili per una democrazia basata sulla rappresentanza. Spesso, le frasi ad effetto servono solo a non parlare dei problemi veri: la povertà delle famiglie, l’emergenza ambientale e il precariato.

Noi non staremo a guardare. La CGIL continuerà a rappresentare con determinazione chi non arriva a fine mese, i precari, i pensionati e le giovani generazioni che hanno a cuore un futuro migliore. Useremo ogni strumento a nostra disposizione nel 2026 per provare a cambiare le condizioni delle persone che rappresentiamo.

A tutti voi, l’augurio di un Natale sereno e di un 2026 migliore per tutti.

redazione@varese7press.it