Caso Freudenberg licenziamenti a Mazzo di Rho. Pizzighini (M5S): “Dazi usati come alibi, uno schiaffo al territorio”

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Lstabilimento Freudenberg nella frazione rhodense di Mazzo

RHO (MI), 24 dicembre 2025-La parola “fine” sullo stabilimento Freudenberg di Mazzo di Rho è stata scritta presso la sede di Assolombarda, dove è stato siglato l’accordo sul piano di incentivi e ammortizzatori sociali. Ma per i 42 lavoratori coinvolti e per il Movimento 5 Stelle, la chiusura resta una ferita aperta e, soprattutto, una scelta evitabile.

Una chiusura nonostante le alternative

La vicenda Freudenberg si trascina da mesi tra presidi e tavoli istituzionali. Secondo Paola Pizzighini, consigliera regionale del M5S Lombardia, la multinazionale tedesca avrebbe agito con una “mancanza di responsabilità sociale”, rifiutando soluzioni che avrebbero potuto salvare il sito produttivo.

«La chiusura dello stabilimento e il conseguente licenziamento dei 42 lavoratori rappresentano l’ennesimo esempio di una multinazionale che sceglie deliberatamente la strada della dismissione e della delocalizzazione», attacca Pizzighini. «Nonostante la disponibilità di un imprenditore a subentrare e mantenere la produzione sul territorio, la società tedesca ha scelto di non confrontarsi seriamente e di respingere ogni ipotesi di continuità produttiva».

L’alibi dei dazi e la logica del profitto

Uno dei punti più controversi della vicenda riguarda le motivazioni addotte dall’azienda. La Freudenberg è stata infatti tra le prime realtà industriali a citare l’incertezza dei dazi statunitensi come causa scatenante della crisi. Una giustificazione che la consigliera pentastellata rispedisce al mittente.

«Il tema dei dazi si è rivelato nei fatti un alibi», spiega la Pizzighini, «utilizzato per mascherare una scelta di delocalizzazione già compiuta. È una logica di profitto a breve termine che prevale sulla dignità delle persone. La responsabilità sociale d’impresa in questo caso è risultata del tutto assente nei confronti dei lavoratori e della comunità locale».

Il ruolo di Regione Lombardia

Il Movimento 5 Stelle, che ha seguito la vertenza con audizioni in Commissione Attività Produttive e partecipando ai presidi davanti ai cancelli, chiede ora un impegno concreto alla Giunta regionale per non trasformare Mazzo di Rho in un deserto industriale.

«Ora è fondamentale che Regione Lombardia rafforzi le politiche attive del lavoro e accompagni realmente i lavoratori nei percorsi di riqualificazione», conclude Pizzighini. «Continueremo a vigilare affinché le 42 famiglie coinvolte non vengano lasciate sole e si favoriscano nuove opportunità industriali sul territorio».