VARESE, 29 dicembre 2025- – Una questione normativa rischia di scuotere il mondo del Terzo Settore e del trasporto sociale. L’Associazione “Protetti Insieme – Associazione Diritti” ha sollevato un polverone mediatico e legale riguardante l’utilizzo di autoveicoli concessi in comodato gratuito ad associazioni ed enti no-profit, le cui carrozzerie sono interamente ricoperte da messaggi pubblicitari.
Il nodo della questione: pubblicità vietata?
Al centro della segnalazione, vi è il contrasto tra la pratica comune di finanziare i mezzi tramite sponsorizzazioni e le disposizioni del Codice della Strada.
Secondo quanto richiamato da “Protetti Insieme”, una specifica circolare del Ministero dell’Interno chiarirebbe che la pubblicità su tali veicoli non sarebbe consentita nelle modalità attualmente diffuse.
L’ipotesi è che i mezzi utilizzati per il trasporto di persone con disabilità o anziani, essendo
registrati per finalità sociali e spesso ottenuti in comodato, non possano trasformarsi in “veicoli pubblicitari” itineranti senza violare le norme vigenti sulla destinazione d’uso e l’affissione di messaggi commerciali.
I rischi: sanzioni e stop ai servizi
Le conseguenze di queste presunte irregolarità potrebbero essere pesanti non solo per gli enti, ma soprattutto per l’utenza fragile. L’Associazione avverte che l’accertamento di tali violazioni comporta:
Sanzioni amministrative pecuniarie elevate.
Fermo amministrativo del veicolo.
Interruzione del servizio di trasporto, con il conseguente isolamento di persone con disabilità che dipendono da questi mezzi per spostamenti quotidiani e cure mediche.
Esposti a Prefetture e Antitrust
Per fare luce sulla vicenda e tutelare la trasparenza, “Protetti Insieme” non si è limitata alla segnalazione pubblica. L’Associazione ha infatti trasmesso una serie di esposti formali a diverse autorità competenti. Alle Prefetture per la verifica della conformità stradale. alla Guardia di Finanza: per accertamenti di natura fiscale e contrattuale sui modelli di business legati a questi comodati. Infine all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): per valutare possibili profili di pratica commerciale scorretta o distorsione del mercato pubblicitario.
Una battaglia di legalità
“Il nostro obiettivo è garantire che il sociale operi in una cornice di assoluta legalità,” traspare dalle posizioni dell’associazione. La preoccupazione principale resta la continuità assistenziale: regolarizzare la posizione di questi mezzi è fondamentale per evitare che un nobile servizio venga bloccato da vizi di forma o violazioni normative.
In attesa di riscontri ufficiali dalle autorità interpellata, si consiglia agli enti del Terzo Settore del territorio di verificare la conformità dei propri contratti di comodato e delle decorazioni sui mezzi in dotazione.


