VARESE, 2 dicembre 2025-Il mondo dell’associazionismo e della Resistenza si stringe in un commosso abbraccio per la scomparsa di Ivonne Trebbi, classe 1928, figura simbolo della lotta di Liberazione e colonna portante dell’impegno civile nel dopoguerra. Con il nome di battaglia ‘Bruna’, Ivonne ha attraversato il secolo scorso con il coraggio di chi ha scelto, giovanissima, da che parte stare.
Una vita al servizio della democrazia
La storia di Ivonne Trebbi non si è fermata alla liberazione dal nazifascismo. La sua è stata
una “resistenza continua”, declinata in ogni ambito della vita pubblica.
Nella Resistenza: Combattente giovanissima, ha incarnato i valori del sacrificio e della speranza.
Nel Sindacato e in Parlamento: Ha lottato per i diritti dei lavoratori, portando nelle istituzioni la voce di chi non l’aveva.
Per le Donne: È stata una pioniera nella difesa dei diritti femminili, ponendo sempre l’uguaglianza di genere come priorità della sua agenda politica e sociale.
Il cordoglio dell’ANPI
Il mondo della memoria storica varesina ha accolto la notizia con profonda tristezza. Claudio Castiglioni, Presidente dell’Anpi Saronno, ed Ester Maria De Tomasi, Presidente dell’Anpi provinciale Varese, hanno espresso il cordoglio di tutta l’associazione:
“La ricorderemo sempre per il suo instancabile impegno e la sua testimonianza nel diffondere alle nuove generazioni i valori della Resistenza, della solidarietà e dell’antifascismo. Una lunga vita di lotte, tenendo sempre in primo piano i diritti delle donne. La sua memoria rimarrà sempre viva nei nostri cuori.”
Il suo impegno non si è mai esaurito: fino all’ultimo ha incontrato i giovani per tramandare loro il testimone dell’antifascismo, affinché i valori della nostra Costituzione non diventassero mai solo cenere, ma restassero fuoco vivo.
Un testimone da raccogliere
Ivonne Trebbi ha dedicato gran parte della sua vita a parlare ai giovani. La sua missione era chiara: far sì che il testimone della libertà non cadesse mai a terra. In un momento storico in cui la memoria rischia di sbiadire, il suo esempio rimane una bussola per chiunque creda nei valori della Costituzione.
La provincia di Varese perde una delle sue figlie più nobili, ma il suo insegnamento continuerà a camminare sulle gambe di chi, ogni giorno, sceglie di praticare la democrazia e l’antifascismo.


