Tragedia di Crans-Montana: Task Force al Niguarda. Bertolaso: “Sette ragazzi a casa entro stasera”

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Guido Bertolaso durante incontro con la stampa

MILANO, 2 gennaio 2026-Prosegue senza sosta l’operazione di soccorso e rimpatrio dei giovani italiani coinvolti nel drammatico incidente di Crans-Montana. Questa mattina, l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, insieme ai vertici medici dell’Ospedale Niguarda, ha fatto il punto sulla complessa macchina logistica e sanitaria messa in campo dalla Regione Lombardia in collaborazione con la Farnesina e le autorità svizzere.

Il piano dei trasferimenti

Dopo il ricovero dei primi tre pazienti avvenuto nella serata di ieri (una giovane di 30 anni e due quindicenni), il dispositivo coordinato da AREU sta lavorando per riportare in Italia altri feriti.

L’obiettivo di oggi: Trasferire altri quattro giovani feriti, portando a sette il totale dei pazienti assistiti al Niguarda entro la serata.

I casi critici: Altri sei connazionali restano attualmente ricoverati in Svizzera, tra Berna e Zurigo. Si tratta dei pazienti in condizioni più gravi, giudicati al momento non trasportabili dai medici svizzeri.

Un team di eccellenza sul campo

Fondamentale è stato il ruolo del Centro Ustioni del Niguarda. Un team di specialisti è stato inviato direttamente negli ospedali svizzeri durante la notte per valutare le cartelle cliniche e monitorare lo stato dei ragazzi.

“Non corriamo alcun rischio inutile,” ha ribadito Bertolaso. “La priorità assoluta resta la sicurezza dei ragazzi. Il trasferimento avviene solo quando c’è la trasportabilità clinica e l’autorizzazione dei genitori, trattandosi in larga parte di minorenni.”

Alberto Zoli, Direttore Generale Ospedale Niguarda

L’intero coordinamento è affidato al Direttore Generale del Niguarda, Alberto Zoli, con il supporto tecnico dei dottori Franz Wilhelm Baruffaldi Preis (Centro Ustioni) e Filippo Galbiati (Medicina d’urgenza). Una volta che i medici curanti in Svizzera danno il via libera, i pazienti passano sotto la responsabilità del team di area critica milanese, considerato un riferimento internazionale per il trattamento delle grandi ustioni.

“Se nei prossimi giorni i colleghi svizzeri daranno l’autorizzazione per gli altri sei feriti, li riporteremo tutti a casa” ha concluso l’assessore, assicurando un monitoraggio costante e continuo.

Nel frattempo è arrivata a Crans-Montana l’équipe di psicologhe dell’emergenza inviata dalla Colonna mobile regionale della Protezione civile di Regione Lombardia per fornire supporto ai familiari delle vittime e ai feriti coinvolti nella tragedia svizzera.

“La Protezione civile lombarda si è attivata immediatamente – dichiara l’assessore regionale alla Protezione civile, Romano La Russa – per garantire il proprio sostegno, anche attraverso le diverse specializzazioni del volontariato. In coordinamento con il Dipartimento nazionale di Protezione civile, abbiamo disposto l’invio di due squadre di psicologhe dell’emergenza per offrire un supporto psicologico qualificato ai familiari delle vittime e ai sopravvissuti coinvolti nella tragedia”.

L’équipe è composta dalle psicologhe lombarde Daniela Brivio, fondatrice e presidente di SIPEM SoS Lombardia OdV, Daniela Longoni, Anna Rosa Moro e Caterina Montalbano. “Ci siamo mobilitate immediatamente per garantire un intervento professionale tempestivo di sostegno emotivo, ascolto e contenimento del trauma – spiega Brivio – sia presso gli ospedali che accolgono i feriti, sia nei punti di raccolta e informazione per i familiari in attesa di notizie”.

SIPEM SoS Lombardia OdV è parte integrante della Colonna mobile regionale del sistema di Protezione civile di Regione Lombardia.

“Ringrazio le volontarie di SIPEM, la Protezione civile lombarda e tutti gli operatori e i soccorritori di AREU – conclude l’assessore La Russa – impegnati nell’assistenza alle persone coinvolte nell’incendio”.

redazione@varese7press.it