L’empatia è parte della cura: AIRO Giovani protagonista del progetto “Laudato Medico Young”

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MILANO, 7 gennaio 2026 – La medicina moderna sta riscoprendo un pilastro fondamentale: la qualità delle cure non si misura solo attraverso l’efficacia dei protocolli farmacologici o tecnologici, ma passa inevitabilmente dalla capacità di ascoltare e costruire una relazione autentica con chi soffre.

In questo contesto si inserisce “Laudato Medico Young”, il percorso formativo d’eccellenza promosso da Europa Donna in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. Il progetto ha visto la partecipazione attiva di AIRO Giovani, in rappresentanza dell’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica, con l’obiettivo di formare i medici di domani non solo come clinici, ma come comunicatori consapevoli.

Avviato nel 2024, il percorso è stato progettato per fornire ai professionisti under 40 strumenti concreti per sviluppare empatia e consapevolezza. Durante la cerimonia di consegna dei premi, Antonella Ciabattoni, radio-oncologa di AIRO, ha ribadito un concetto chiave: “La relazione con il paziente non è un aspetto accessorio, ma parte integrante della cura. È nel modo in cui accompagniamo le persone che si costruisce una medicina davvero attenta e rispettosa.”

Una delle grandi novità di questa edizione è stata la struttura corale del progetto. Per la prima volta, Europa Donna ha coinvolto dodici giovani specialisti provenienti da branche diverse: radio-oncologi, radiologi senologi e chirurghi senologi.

Questa integrazione rispecchia la realtà dei moderni reparti oncologici, dove il “lavoro di squadra” è l’unico modo per garantire una presa in carico totale della paziente. Il neo presidente AIRO, Stefano Pergolizzi, ha sottolineato come iniziative di questo tipo aiutino a sviluppare fin dall’inizio una visione d’insieme, indispensabile per la continuità assistenziale.

Ascoltare per comprendere: il dialogo con le pazienti

Il cuore pulsante di “Laudato Medico Young” è stato il confronto diretto con le pazienti. I medici hanno avuto l’opportunità di ascoltare vissuti, fragilità e bisogni reali, andando oltre la cartella clinica.

Questo scambio ha permesso ai giovani professionisti di toccare con mano l’impatto umano delle loro scelte mediche. Roberta Grassi, coordinatrice di AIRO Giovani, ha concluso evidenziando come la partecipazione dell’Associazione confermi un impegno preciso: promuovere una formazione dove la competenza clinica e quella relazionale viaggino sullo stesso binario.

redazione@varese7press.it