Tribunale di Varese: assoluzioni per il caso Banco BPM. Cade l’accusa di autoriciclaggio

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Il tribunale di Varese

VARESE, 8 gennaio 2026-Si è chiuso questa mattina a Varese il lungo iter giudiziario riguardante la presunta truffa milionaria ai danni del Banco BPM. La sentenza emessa dal giudice monocratico Stefania Brusa ha segnato la parola fine su una vicenda che ha coinvolto figure note del panorama imprenditoriale e finanziario locale, portando a una serie di assoluzioni totali per i reati più gravi.

I punti focali della decisione

Il verdetto odierno ha ribaltato le premesse dell’inchiesta iniziale attraverso due statuizioni legali distinte:

Assoluzione piena per Autoriciclaggio: Per tutti e cinque gli imputati, l’accusa di autoriciclaggio è caduta perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto.

Prescrizione per la Truffa: Per il reato di truffa, il giudice ha dovuto dichiarare il “non doversi procedere” a causa del superamento dei termini di legge (prescrizione).

La vicenda: 2014-2017

Il processo riguardava operazioni finanziarie avvenute tra il 2014 e il 2017. L’accusa ipotizzava un sistema collaudato per l’ottenimento di ingenti prestiti bancari attraverso. Secondo la tesi iniziale (poi non confermata dal processo), i finanziamenti sarebbero stati erogati a soggetti privi delle necessarie garanzie.

 Il danno per il Banco BPM derivava dal mancato rientro di questi capitali, portando l’istituto a costituirsi parte civile.

Gli imputati e la difesa

I nomi coinvolti sono nomi di spicco nel Varesotto: l’imprenditore ed ex editore Piero Galparoli, il consulente Marco Lo Nero, l’ex bancario Michele Bergamini, oltre a Ezio Ossola e Giovanni Grieco.

La difesa ha sempre puntato sulla liceità delle operazioni: non ci sarebbe stato alcun “accordo fraudolento” né la volontà di raggirare l’istituto, bensì normali (seppur sfortunate) dinamiche di credito commerciale. Un punto di svolta fondamentale è stato il parere del PM Marialina Contaldo, che già nella precedente udienza aveva chiesto l’assoluzione per tutti, riconoscendo la carenza di prove.

redazione@varese7press.it