PGT Varese, il M5S presenta le sue osservazioni: “Serve una rigenerazione che sia sociale, non solo edilizia”

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Lìare dell'Ippodromo le Bettole uno dei punti critici del PGT varesino

VARESE, 10 gennaio 2026 – Non basta ristrutturare edifici per parlare di “rigenerazione urbana”. Serve un’anima sociale, un’attenzione reale alle nuove povertà e una visione che non confini le classi sociali in compartimenti stagni. È questo il cuore delle osservazioni depositate dal MoVimento 5 Stelle Varese (prot. n. 0001918 del 09/01/2026) in merito al nuovo Documento di Piano del PGT.

Il documento, firmato dalla rappresentante territoriale Francesca Bonoldi e curato da un tavolo tecnico guidato dall’architetto Fiorenzo Pedroletti, analizza punto per punto le criticità delle strategie urbanistiche proposte dal Comune.

Ippodromo e Scuderie: “Meno cemento, più parchi”

Uno dei punti più caldi riguarda l’area Ippodromo. Il M5S mette in discussione il

Francesca Bonoldi

mantenimento delle attività ippiche, proponendo invece la trasformazione dell’area in un grande polo ludico-sportivo pubblico che possa “ripagarsi da solo” e restituire un polmone verde ai cittadini.

Forti perplessità anche sull’area Scuderie: i pentastellati giudicano “sproporzionata” la previsione di oltre 33.000 mc di nuovo edificato (fino a 200 nuovi appartamenti) in un comparto già congestionato dal traffico. La richiesta è chiara: preservare lo spazio come valore ambientale e paesaggistico.

Il “caso” Canile: no ai Duni, sì all’ex Macello

Il M5S boccia senza appello l’ipotesi di realizzare il nuovo canile/gattile nell’area dei Duni. Le ragioni sono molteplici:

Impatto ambientale: L’area è un varco fondamentale per il transito della fauna selvatica.

Logistica: Il sito non è urbanizzato né collegato alla rete fognaria.

Benessere animale: Gli spazi previsti sono giudicati insufficienti.

La controproposta? Utilizzare una parte dell’Ex Macello Civico. Un’area già urbanizzata, centrale e facilmente raggiungibile, che permetterebbe di applicare un nuovo concetto di canile “aperto”, favorendo le interazioni e le adozioni a distanza.

Inclusività e periferie

Infine, il Movimento punta il dito sulla “totale assenza” di politiche abitative volte a riequilibrare le dinamiche insediative. Il rischio, secondo il tavolo tecnico, è quello di alimentare la creazione di “ghetti” etnici o sociali legati al minor costo degli immobili in zone meno servite. “Non può esserci vera integrazione se si continua con una politica di confinamento e emarginazione”.