VARESE, 12 gennaio 2026-Il 2025 non è stato un anno qualunque. È stato l’anno in cui la consapevolezza popolare ha compiuto un salto di qualità: la lotta contro la guerra non è più solo una rivendicazione di settore, ma una parola d’ordine di massa che unisce fabbriche, università e territori.
Nonostante le scelte del governo Meloni restino ancorate a un servilismo totale verso gli interessi imperialisti di USA, NATO e Unione Europea, la piazza ha dimostrato che esiste un’altra Italia. Un’Italia che non accetta la complicità con il regime di Kiev, con il genocidio in corso per mano sionista o con le aggressioni internazionali, come il recente e gravissimo rapimento del presidente Maduro in Venezuela.
La guerra inizia qui
Il movimento lo grida con forza: la Terza Guerra Mondiale non è un evento lontano, ma parte dai nostri porti, dai nostri aeroporti e dalle fabbriche d’armi del territorio nazionale. Le basi USA e NATO, disseminate da Nord a Sud, non sono solo avamposti logistici per lo stoccaggio di munizioni e lo spionaggio, ma veri e propri centri di comando che sottraggono sovranità al nostro Paese e inquinano le nostre terre.
L’occupazione militare del territorio si traduce direttamente in una guerra interna: per finanziare la distruzione all’estero, il governo taglia la sanità, la scuola e i servizi sociali, aumentando contemporaneamente la repressione verso chi dissente e occupa le piazze.
L’appello: organizzarsi per spezzare le catene
Dopo il successo delle mobilitazioni del 22 settembre e del 3-4 ottobre scorsi, è giunto il momento di strutturare questa forza. Non ci si può aspettare la pace dalla “benevolenza” dei padroni della guerra. L’unica via è il coordinamento unitario di tutte le realtà che già lottano contro il riarmo e la presenza della NATO in Italia.
Per questo, il Coordinamento Nazionale No Nato lancia due importanti appuntamenti di confronto e proposta, durante i quali verrà presentato il nuovo dossier aggiornato sulle installazioni militari USA e NATO presenti nel nostro Paese: una mappa della militarizzazione per fornire strumenti di lotta a chi vive e lavora nei territori occupati dalle basi.
Gli appuntamenti
Tutti i comitati, le reti, gli organismi collettivi e i gruppi di lavoratori sono invitati a portare il proprio contributo e la propria esperienza:
MILANO: Sabato 31 gennaio 2026, ore 14.30 Presso il Circolo Familiare di Unità Proletaria, viale Monza n.140.
NAPOLI: Sabato 21 febbraio 2026, ore 14.30 Presso il Circolo culturale ex Asilo Filangieri, vico G. Maffei n.4.
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