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Caso Bandiera Palestinese a Palazzo Estense: il Collettivo “Da Varese a Gaza” contro la Lega

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VARESE, 14 gennaio 2026 – Non si placa la polemica politica intorno alla bandiera della Palestina esposta sul balcone di Palazzo Estense. Dopo la richiesta della Lega di rimuovere il vessillo in vista del passaggio della fiamma olimpica, il collettivo “Da Varese a Gaza” interviene con una nota durissima, chiedendo al Sindaco e alle istituzioni cittadine di non cedere a quelli che definiscono «ricatti morali e provocazioni».

Valori Olimpici e “Falsa Neutralità”

Il cuore della critica del Collettivo colpisce proprio il richiamo allo spirito dei Giochi. Se le Olimpiadi nascono per diffondere un messaggio di pace e fratellanza, il gruppo si chiede come si possa invocare la neutralità mentre un intero popolo viene «massacrato, affamato e rinchiuso tra le macerie».

«La neutralità, di fronte a una tragedia di questa portata, non è imparzialità ma indifferenza», scrive il Collettivo, sottolineando che nascondere la bandiera significherebbe tradire, e non onorare, il vero significato della manifestazione sportiva.

Coerenza Costituzionale contro Formalismi

Il Collettivo risponde anche ai rilievi legali mossi dal Carroccio, che aveva citato il DPR 121/2000 (che regolamenta l’esposizione delle bandiere sugli edifici pubblici). Per “Da Varese a Gaza”, il richiamo alla norma è un «formalismo giuridico usato per soffocare la solidarietà».

Secondo il comunicato, esprimere vicinanza al popolo palestinese è pienamente coerente con i valori della Resistenza antifascista, fondamento della nostra Costituzione. Le istituzioni locali, rivendica il Collettivo, devono mantenere la propria autonomia politica e culturale per dare voce a sentimenti di giustizia e tutela dei diritti umani.

La volontà della cittadinanza

Viene inoltre ricordato che la bandiera non è un gesto isolato, ma il frutto di un percorso democratico:

Le manifestazioni di massa avvenute in città lo scorso autunno.

La mozione approvata dalla maggioranza del Consiglio Comunale per il riconoscimento dello Stato di Palestina.

«Moltissimi varesini riconoscono in quella bandiera un simbolo di richiesta per il cessate il fuoco», prosegue la nota. Per questo motivo, la richiesta è chiara: la bandiera deve restare al suo posto anche al passaggio della torcia.

«La pace non si costruisce nascondendo i conflitti, ma avendo il coraggio di guardare in faccia il dolore del mondo», conclude il Collettivo, lanciando un appello affinché Varese non scelga il silenzio nel momento in cui i riflettori del mondo saranno puntati sulla città.

redazione@varese7press.it