VARESE, 14 gennaio 2026 – In occasione del passaggio della fiaccola olimpica tra le vie del centro cittadino, previsto per il tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 14 gennaio, il clima di festa sportiva si intreccerà con la protesta civile. Il Comitato varesino per la Palestina e le Donne in Nero di Varese hanno infatti annunciato una manifestazione di solidarietà in piazza 20 Settembre.
Una delegazione dei due movimenti sarà presente con le bandiere palestinesi per esprimere il proprio dissenso riguardo alla partecipazione della nazionale israeliana ai prossimi Giochi Olimpici Invernali.
Le ragioni del boicottaggio
Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti del Comitato e delle Donne in Nero, la presenza di Israele alla competizione sarebbe “illegittima”. Nel comunicato diffuso, gli attivisti definiscono Israele uno “Stato genocida e coloniale”, richiamando le posizioni espresse dalle Nazioni Unite.
Il fulcro della protesta risiede nel concetto di boicottaggio sportivo come strumento di pressione non violenta. L’obiettivo dichiarato è contrastare quella che definiscono una “normalizzazione” delle violazioni dei diritti umani: “Il boicottaggio mira ad evitare la normalizzazione che tende a legittimare azioni violente di chi compie crimini di guerra. Chiediamo coerenza alle federazioni internazionali: è assurdo usare due pesi e due misure. Se si esclude uno Stato ritenuto criminale, allora vanno esclusi tutti.”
Un “No” silenzioso in piazza
La scelta di manifestare durante il passaggio della fiaccola non è casuale. Per i manifestanti, lo spirito olimpico di pace e fratellanza entrerebbe in contrasto con l’attuale situazione geopolitica in Medio Oriente.
L’iniziativa si propone come un atto di testimonianza pacifica: “Non restiamo indifferenti, diciamo silenziosamente il nostro NO”, conclude la nota dei due gruppi varesini. L’appuntamento per i sostenitori è dunque fissato nel cuore del centro cittadino, in concomitanza con il transito del simbolo dei Giochi.





