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L’Università dell’Insubria alla guida del progetto per la tutela del Lago di Garda

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Giuseppe Crosa, Paolo Espa, Silvia Quadroni e Serena Zaccara nel Laboratorio di ecologia molecolare del Dista a Varese

VARESE, 15 gennaio 2026 – Conoscere per proteggere. Con questo spirito l’Università dell’Insubria ha assunto il coordinamento scientifico dell’«Indagine sullo stato della comunità ittica del Lago di Garda», un ambizioso progetto interistituzionale volto alla gestione sostenibile della pesca e alla tutela di uno degli ecosistemi lacustri più preziosi d’Italia.

Un’alleanza tra territori

Il progetto, avviato lo scorso ottobre e con conclusione prevista nel 2027, è il frutto di un accordo strategico che supera i confini amministrativi, coinvolgendo Regione Lombardia, Regione Veneto e la Provincia autonoma di Trento. L’iniziativa può contare su un budget complessivo di 830mila euro provenienti dal Fondo Europeo Feampa 2021-2027. Di questi, Regione Lombardia ha destinato 265mila euro direttamente all’ateneo varesino e comasco per la direzione scientifica delle operazioni.

Il team di ricerca

Il cuore operativo dell’indagine risiede nel Dipartimento di Scienze teoriche e applicate (Dista) dell’Insubria. Il coordinamento è affidato alla professoressa Serena Zaccara, associata di Ecologia e responsabile del Laboratorio di Ecologia molecolare. Al suo fianco, un team multidisciplinare d’eccellenza:

Il professor Giuseppe Crosa (ordinario di Ecologia), esperto di dinamiche delle popolazioni;

Il professor Paolo Espa (associato di Ingegneria idraulica), incaricato delle analisi computazionali;

La ricercatrice Silvia Quadroni, che si occuperà delle strategie di rilevamento dei dati ambientali.

Metodologie all’avanguardia per specie uniche

La ricerca si distingue per l’integrazione di metodi tradizionali e tecniche innovative,

Coregone del Lago di Garda

con l’obiettivo di mappare non solo lo stato di salute generale del lago, ma anche le interazioni tra le diverse specie.

L’attenzione dei ricercatori sarà focalizzata in particolare sulle specie fondamentali per l’economia della pesca professionale, come il coregone e l’agone. Un occhio di riguardo sarà riservato al carpione del Garda, specie endemica e simbolo del lago, oggi rara ed elusiva, per la quale si cercheranno soluzioni che ne garantiscano la convivenza con le attività umane.

Verso una gestione sostenibile

I risultati dello studio forniranno alle istituzioni strumenti scientifici certi per pianificare strategie di gestione che bilancino le necessità economiche della pesca con l’imprescindibile conservazione della biodiversità. «L’obiettivo — spiegano i promotori — è offrire una visione complessiva dello stato ecologico attuale, fornendo basi solide per la pianificazione a scala ecosistemica».

redazione@varese7press.it