VARESE, 15 gennaio 2026-«Il decreto sulla Transizione 5.0 certifica un fallimento politico e industriale che sta penalizzando anche il nostro territorio». È un attacco frontale quello di Antonio Ferrara, deputato del MoVimento 5 Stelle, che interviene a margine della discussione in Aula sul DL 2758. Al centro della critica c’è la gestione degli incentivi per l’innovazione, accompagnata da un Ordine del giorno a sua firma per chiedere un cambio di rotta immediato.
Uno strumento «tardivo e burocratico»
Secondo Ferrara, quella che doveva essere la “grande svolta” per la digitalizzazione e la transizione energetica si è trasformata in un ostacolo per il tessuto produttivo. «Transizione 5.0 è stata annunciata in pompa magna — spiega il deputato — ma si è rivelata uno strumento tardivo, eccessivamente burocratico e incapace di sostenere davvero gli investimenti, soprattutto delle piccole e medie imprese».
Il nodo della questione riguarda l’accessibilità dei fondi. Mentre le aziende chiedono velocità, il sistema attuale avrebbe creato, secondo l’esponente M5S, una giungla di adempimenti che scoraggia l’iniziativa privata anziché alimentarla.
L’impatto sulla provincia di Varese
Il tema tocca un nervo scoperto per il territorio varesino, tra le aree a più alta densità manifatturiera d’Italia. Ferrara sottolinea come l’incertezza normativa stia colpendo i settori cardine dell’economia locale: «Qui parliamo di aziende metalmeccaniche, tessili, chimiche, della filiera della componentistica e della meccanica di precisione, realtà che vivono di investimenti continui in innovazione. A queste imprese servono strumenti semplici e affidabili, non incentivi che si bloccano improvvisamente».
Il riferimento è a quanto accaduto nel novembre 2025, quando il Governo ha comunicato l’esaurimento delle risorse con due mesi di anticipo, lasciando però — paradossalmente — inutilizzati circa 2,5 miliardi di euro a causa della complessità delle procedure. «Un fatto gravissimo — afferma Ferrara — che ha generato incertezza e sfiducia in una fase di rallentamento della produzione industriale».
La proposta: tornare a Transizione 4.0
Nell’Ordine del giorno presentato, Ferrara chiede al Governo un netto passo indietro verso modelli che in passato hanno dato prova di efficacia. L’obiettivo è ripristinare Transizione 4.0, valorizzando il credito d’imposta.
«Transizione 4.0 era uno strumento semplice, automatico e universalistico — ricorda il deputato — capace di sostenere concretamente le PMI. Non a caso è stato quello con il maggior utilizzo effettivo». Per Ferrara, il passaggio al nuovo sistema è stato un errore strategico: «Il paradosso è che questo Governo ha smantellato ciò che funzionava, creando confusione e rallentando gli investimenti, per poi dover tornare sui propri passi con l’iperammortamento».
«Varese non ha bisogno di slogan»
La conclusione del deputato è un appello alla concretezza politica per salvaguardare la competitività del Nord: «Le imprese varesine non hanno bisogno di annunci, ma di stabilità e regole chiare. Il mio impegno in Parlamento prosegue per dare risposte serie a chi produce e innova sul territorio».





