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Acque Sicure tra Italia e Svizzera: al via il progetto “SAI” per la tutela dei laghi insubrici

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Lago di Varese: Schiranna Lido

VARESE, 16 gennaio 2026 – Proteggere l’acqua per proteggere la vita. È questo il cuore pulsante di “SAI – Salvaguardia Acquae Insubriae”, l’ambizioso progetto Interreg presentato da ATS Insubria che punta a rivoluzionare il monitoraggio dei grandi laghi prealpini. Con un budget di oltre 884.000 euro e una tabella di marcia di 30 mesi, l’iniziativa unisce Italia e Svizzera in una sfida comune: garantire la resilienza climatica e la sicurezza sanitaria dei bacini del Maggiore e del Lugano (Ceresio).

Un monitoraggio hi-tech in tempo reale

La vera novità del progetto risiede nel superamento dei metodi di analisi tradizionali. SAI introdurrà sistemi di monitoraggio automatici e open-source capaci di fornire dati in tempo reale. Questo permetterà un controllo capillare su diversi fronti critici:

  • Sicurezza delle acque: monitoraggio costante della balneabilità e della potabilità.

  • Contaminanti emergenti: un’attenzione speciale sarà dedicata ai PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), i cosiddetti “inquinanti eterni”.

  • Salute pubblica: controllo della resistenza antimicrobica e della sicurezza alimentare legata al consumo del pescato.

L’approccio “One Health”: tutto è connesso

Il progetto adotta la filosofia One Health, un modello integrato che riconosce come la salute degli esseri umani sia indissolubilmente legata a quella degli animali e dell’ambiente circostante.

“I laghi sono parte integrante dell’ecosistema del nostro territorio: tutelarli significa proteggere la vita dell’intera comunità”, spiegano dalla direzione di ATS Insubria. “Con SAI mettiamo a sistema le capacità dei soggetti coinvolti per affrontare il territorio nella sua complessità”.

Una sinergia internazionale

Data la natura condivisa dei laghi insubrici, la collaborazione tra le due sponde del confine è l’unico modo per ottenere risultati duraturi. Il partenariato vede schierati eccellenze scientifiche e istituzionali partendo da ATS Insubria (Capofila e coordinamento del Dipartimento Veterinario).

Università degli Studi dell’Insubria

SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana)

DSS Ticino (Dipartimento della Sanità e della Socialità del Canton Ticino)

IZSLER (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna)

L’obiettivo finale non è solo la salvaguardia locale, ma la creazione di un modello di gestione replicabile in altre aree d’Europa che affrontano sfide simili legate alla pressione antropica e ai cambiamenti climatici.

redazione@varese7press.it