ROMA, 16 gennaio 2026 – Con una nota ufficiale, il Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, Carmela Palumbo, interviene per fare chiarezza sulle recenti polemiche riguardanti una presunta raccolta dati nelle scuole italiane. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha smentito categoricamente l’avvio di qualsiasi forma di identificazione personale degli studenti palestinesi.
Solo dati numerici per l’inclusione
Secondo quanto precisato dal Ministero, le attività avviate dagli Uffici Scolastici Regionali non riguardano dati sensibili o nomi di singoli alunni, ma esclusivamente l’acquisizione di dati numerici suddivisi per regione e ordine di scuola.
L’obiettivo dichiarato è puramente logistico e umanitario: mappare la presenza degli studenti per poter valutare e adottare le necessarie misure di accoglienza e integrazione. Il Ministero sottolinea che la rilevazione serve a fornire supporto concreto agli istituti che ne abbiano necessità, seguendo lo stesso modello operativo già adottato dal Governo Draghi per gestire l’afflusso della popolazione studentesca ucraina dopo lo scoppio del conflitto.
L’allarme sulle “fake news” e i documenti estranei
La nota del Dipartimento mette in guardia anche contro la disinformazione circolata nelle ultime ore. Viene segnalata, infatti, la diffusione su alcuni siti web di documentazione non inerente alle attività di monitoraggio del Ministero e del tutto estranea alle procedure avviate dal MIM. “È falso affermare che siano state avviate schedature”, ribadisce Carmela Palumbo, sottolineando come l’iniziativa si collochi esclusivamente in un alveo di carattere umanitario e di inclusione scolastica.





