COMABBIO, 16 gennaio 2026– Scontro aperto tra il mondo dell’associazionismo e il Comune di Comabbio sulla gestione dei gatti randagi. LNDC Animal Protection ha inoltrato una richiesta formale di revoca in autotutela dell’ordinanza sindacale n. 12 dello scorso 13 ottobre, definendola illegittima e pericolosa per il benessere animale.
Al centro della disputa c’è la colonia felina di via Lucio Fontana – via ai Prati. Il provvedimento comunale impone non solo il divieto assoluto di somministrare cibo ai gatti, ma obbliga i proprietari di immobili a sbarrare cantine, sottotetti e stabili abbandonati per impedire agli animali di trovarvi rifugio.
“Violata la legge nazionale”
Secondo l’associazione nazionale, queste disposizioni violerebbero apertamente la Legge 281/1991, che tutela il diritto dei gatti liberi a restare sul proprio territorio. “Privare i gatti di cibo e riparo non protegge l’igiene pubblica”, spiegano i rappresentanti di LNDC, “ma spinge gli animali a disperdersi, aggravando le criticità invece di risolverle”.
Viene sollevato anche un problema di trasparenza: l’ordinanza non indicherebbe alcun referente o “tutor” della colonia, figura invece obbligatoria per legge, rendendo impossibile per i cittadini collaborare in modo coordinato e legale.
La replica di Piera Rosati: “Visione distorta”
Dura la presa di posizione di Piera Rosati, Presidente Nazionale di LNDC Animal Protection:”Troviamo allarmante l’affermazione secondo cui nutrire i gatti favorirebbe la loro proliferazione. È una visione priva di fondamento scientifico. Solo la sterilizzazione sistematica e una corretta alimentazione permettono un controllo della popolazione. Presentare il cibo come causa del randagismo è fuorviante e contro lo spirito della legge.”
Le richieste e il rischio di ricorso
L’associazione chiede un passo indietro immediato al Comune, proponendo in alternativa l’apertura di un tavolo tecnico con ATS Insubria per redigere un regolamento comunale che sia in linea con le normative regionali lombarde.
Le richieste sono chiare:
Revoca del divieto di alimentazione.
Nomina ufficiale dei referenti di colonia.
Piani di sterilizzazione e monitoraggio sanitario.
Riformulazione degli obblighi per i privati.
In assenza di una risposta risolutiva, LNDC si è detta pronta a ricorrere alle sedi amministrative e giudiziarie per tutelare i felini coinvolti. “Protezione degli animali e decoro urbano devono convivere attraverso la prevenzione, non con i divieti”, conclude l’associazione.





