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Centrodestra varesino: il falò delle ambizioni resta in attesa. Slittano a febbraio gli Stati Generali

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Palazzo Estense sede del Comune di Varese

VARESE, 17 gennaio 2026 –di GIANNI BERALDO

Spento ieri sera  il falò di Sant’Antonio, che come da tradizione illumina il sagrato della Motta, sarebbe dovuto accendersi quello degli Stati Generali del centrodestra. Un appuntamento cruciale, concordato già in autunno, per gettare le basi del programma e, soprattutto, sciogliere il nodo gordiano del candidato sindaco per le comunali del 2027.

Tuttavia, il fiammifero è rimasto nella scatola. Il vertice è stato ufficialmente rinviato a fine febbraio.

Il motivo dello slittamento non è un segreto per chi mastica la politica locale: alcune frizioni nate durante la discussione del bilancio in Consiglio comunale hanno reso l’aria troppo elettrica per una sintesi serena. La coalizione ha preferito applicare la strategia della pazienza. Come si dice in questi casi, “le crostate di mele dopo due giorni si ammorbiscono”: meglio lasciar decantare le tensioni d’aula per evitare che il tavolo programmatico si trasformi in una resa dei conti.

Nonostante il rinvio, il tavolo è già apparecchiato. Al vertice di febbraio parteciperanno i “big” della coalizione:

Fratelli d’Italia (forte del vento nazionale);

Lega (che a Varese gioca in casa e non vuole cedere lo scettro);

Forza Italia (in fase di rilancio territoriale);

Noi Moderati;

I civici di Varese Ideale, la costola locale della lista di Giacomo Cosentino.

Totonomi: chi scalda i motori?

Il vero tema, però, resta il nome. Chi sarà l’anti-Galimberti (o chi per lui)? Anche se mancano più di dodici mesi, i nomi iniziano a circolare con insistenza.

Giacomo Cosentino: Il leader di Lombardia Ideale e vicepresidente del Consiglio Regionale è tra i profili più quotati. La sua capacità di aggregare il voto civico e la sua vicinanza al governatore Fontana lo rendono un candidato naturale, a patto di trovare la quadra con i partiti nazionali.

Emanuele Monti: Il leghista, recordman di preferenze in Regione, è un altro nome pesante. La Lega rivendica storicamente la guida di Varese e Monti ha il radicamento necessario per una sfida elettorale complessa.

Luigi Zocchi: In quota Forza Italia (o come figura di mediazione), il suo nome riemerge ciclicamente per la sua esperienza e il profilo istituzionale, capace di rassicurare l’elettorato moderato e produttivo.

L’outsider di Fratelli d’Italia: I meloniani, forti dei consensi, potrebbero rivendicare la candidatura per un proprio esponente, magari pescando dalla società civile o puntando su una figura di rottura per segnare il cambio di passo rispetto al passato.

La sfida del 2027

La posta in gioco è altissima: riportare Varese, storica ‘Culla della Lega’, sotto l’egida del centrodestra dopo il decennio del centrosinistra. Il mese di “pausa” servirà a capire se la coalizione riuscirà a presentarsi compatta o se le ambizioni dei singoli partiti creeranno nuove crepe in quella crostata che, per ora, è ancora troppo dura da digerire.

redazione@varese7press.it