VARESE, 17 gennaio 2026 – Non si ferma la mobilitazione della cittadinanza varesina contro il massacro in corso in Palestina. Per la ventiseiesima settimana consecutiva, il Comitato Varesino per la Palestina chiama a raccolta la città per protestare contro quella che definisce una sistematica distruzione di un popolo e contro l’apparato di propaganda che la alimenta.
L’appuntamento è fissato per sabato 17 gennaio in Piazza del Garibaldino, a partire dalle ore 16:30. Come ormai da tradizione della protesta, il momento culminante sarà dedicato al “rumore”: dalle 17:00 alle 17:15, i manifestanti daranno vita a un segnale sonoro potente per rompere il silenzio della complicità internazionale.
Il focus: lo Sport tra propaganda e resistenza
Il tema portante di questo sabato è di stretta attualità: l’uso strumentale dello sport. Secondo gli organizzatori, le competizioni atletiche vengono oggi utilizzate come mezzo autoassolutorio per ripulire l’immagine di chi commette crimini di guerra, mentre parallelamente si assiste a una crescente criminalizzazione della libera espressione e del pensiero dissidente.
Il ‘tradimento’ dello spirito olimpico a Varese
Il Comitato coglie l’occasione per tornare su quanto accaduto durante il recente passaggio della fiaccola olimpica per le strade di Varese. In quell’occasione, la protesta era stata silenziosa e rispettosa del contesto cittadino, ma i toni oggi si fanno duri contro la partecipazione di Israele alle prossime Olimpiadi invernali.
“Abbiamo assistito a un tradimento dello spirito olimpico di pace e fratellanza” spiegano dal Comitato. “Quella che doveva essere una festa è stata trasformata in una legittimazione dei crimini israeliani, seguendo la logica di un ‘mondo al contrario’. Da un lato si accettano sponsorizzazioni da chi collabora con l’economia dell’oppressione, dall’altro si schierano cordoni di polizia a viso coperto contro la pura forza delle idee”.
La critica si estende oltre l’evento locale, puntando il dito contro un sistema che riduce lo sport a uno “show pubblicitario” al servizio della discriminazione e della violenza. “Ci si vergogna di fronte alla volgarità di un sistema che produce morte e offre questi ‘articoli’ a un consumatore in buona fede”, concludono gli attivisti.
Il Comitato Varesino per la Palestina, attivo sul territorio dal 2002, invita tutta la cittadinanza a partecipare per continuare a diffondere consapevolezza e non permettere che l’indifferenza prevalga sulla solidarietà internazionale.





