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Addio a Pietro Macchione: Varese piange l’editore che scelse la città per amore

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Pietro Macchione (foto varesenews.it)

VARESE, 19 gennaio 2027-Si è spento all’alba di oggi, lunedì 19 gennaio 2026, all’ospedale Niguarda di Milano, Pietro Macchione. Aveva 82 anni e da circa un mese era ricoverato nella struttura milanese.

Con la sua scomparsa, il territorio varesino perde un intellettuale finissimo, un editore coraggioso e un uomo che ha saputo raccontare l’anima dell’Insubria con la precisione dello storico e la passione del giornalista.

Dalla Calabria alla “Città Giardino”

Nato a Cosenza il 19 ottobre 1943, Macchione portava con sé le radici forti della sua terra d’origine. Formatosi al liceo classico e laureatosi in Storia alla Sapienza di Roma, visse la giovinezza immerso nella politica attiva, girando la Calabria per il PCI e la FGCI.

L’approdo a Varese fu quello che lui definiva una «scelta d’amore». In breve tempo, la città divenne la sua nuova casa, un luogo da studiare, proteggere e amministrare.

Il Professore e l’impegno pubblico

Prima di diventare il volto dell’editoria locale, Macchione è stato innanzitutto un educatore. Ha insegnato Italiano e Storia in istituti storici della provincia come all’ITC Tosi di Busto Arsizio, all’ITC Daverio di Varese e all’ITPA.

Il suo rigore intellettuale lo portò naturalmente verso l’impegno pubblico. Fu Assessore all’Urbanistica nella giunta guidata da Giovanni Fassa, mettendo le sue competenze al servizio dello sviluppo della città.

Una vita tra i libri e la cronaca

La sua carriera è stata indissolubilmente legata alla carta stampata. Collaboratore storico de La Prealpina, iniziò pubblicando racconti sotto la direzione di Mario Lodi e approfondimenti storici per la “Prealpina del Lunedì” con Renzo Morcelli.

Nel 1994 la svolta imprenditoriale con la fondazione della Pietro Macchione Editore. In trent’anni di attività, la sua casa editrice è diventata un pilastro culturale, pubblicando centinaia di titoli che spaziano dalla storia locale alla saggistica, dando voce a autori che, senza la sua intuizione, non avrebbero trovato spazio.

“Ho sempre cercato di unire la memoria storica alla narrazione del presente,” amava ricordare.

Il sindaco Davide Galimberti e l’assessore alla Cultura Enzo Laforgia hanno espresso in una nota congiunta il dolore della città, sottolineando l’importanza del lavoro svolto da Macchione in oltre tre decenni di attività editoriale.

“Pietro Macchione è stato una figura di riferimento nella cultura varesina. Attraverso la sua attività ha dato voce a molti scrittori, studiosi e artisti, favorendo preziose testimonianze a beneficio della memoria collettiva e delle nuove generazioni.”

Le istituzioni hanno voluto rimarcare come la sua instancabile attività civica non sia stata solo un esercizio intellettuale, ma un vero motore di promozione per Varese, capace di far conoscere le bellezze e la storia locale a un pubblico vastissimo.

Varese perde oggi un protagonista del suo dibattito democratico e culturale. Restano i suoi libri, le sue ricerche e quella casa editrice che continuerà a essere testimone dell’identità del nostro territorio.

redazione@varese7press.it