CAGLIARI, 20 gennaio 2026-A dieci anni dalla scomparsa di Pinuccio Sciola, uno dei giganti della scultura del secondo Novecento, il silenzio vibrante delle sue pietre trova una nuova forma di risonanza. Grazie a un ambizioso progetto di digitalizzazione, l’eredità del Maestro sardo non è più solo custodita nel tempo, ma diventa un patrimonio globale accessibile a chiunque, ovunque.
L’Archivio Digitale di Pinuccio Sciola nasce con un obiettivo chiaro: preservare e rendere consultabile un percorso intellettuale complesso e stratificato, restituendo la profondità di un artista che ha saputo far “cantare” la materia.
Realizzata dalla Fondazione Pinuccio Sciola in collaborazione con Hyperborea (Gruppo
Panini Cultura), la nuova digital library si avvale del software Arianna4, standard di eccellenza per la gestione dei beni culturali. Non si tratta di una semplice raccolta di immagini, ma di un ecosistema interattivo che permette di navigare tra:
Documentazione storica: rassegna stampa, bibliografia e materiali inediti sulle mostre.
Catalogo delle opere: un’analisi dettagliata della produzione scultorea in pietra, ma anche delle sperimentazioni su legno, ferro, bronzo e terracotta.
I Luoghi di Sciola: una sezione fondamentale che raccoglie oltre 400 progetti (compiuti e non), bozzetti e manoscritti che svelano il “dietro le quinte” del processo creativo del Maestro su scala internazionale.
Innovazione tecnologica al servizio dell’arte
Per garantire un’esperienza di studio di altissimo livello, un corpus di 2000 documenti e 50 opere grafiche è stato catalogato secondo gli standard IIIF (International Image Interoperability Framework). Questa tecnologia, utilizzata dai più grandi musei del mondo, consente agli utenti di interagire con le immagini ad altissima risoluzione, facilitando la ricerca storica e l’analisi critica.
Il progetto è stato reso possibile dai fondi del PNRR (Next Generation EU) dedicati alla transizione digitale degli organismi culturali, con il supporto della Regione Sardegna.
“L’Archivio non è solo conservazione, ma un’infrastruttura viva pensata per generare nuova conoscenza.”
L’impegno della Fondazione
Fondata nel 2016 dai figli Chiara, Tomaso e Maria, la Fondazione Sciola continua così la sua missione di tutela e diffusione. Dieci anni dopo quel 13 maggio 2016, l’opera di Sciola dimostra di non essere un’eredità statica, ma un dialogo aperto che continua a interrogare il presente e a ispirare le generazioni future.
Oggi, quella pietra che Pinuccio ha accarezzato e inciso per svelarne l’anima sonora, viaggia sui bit della rete per raggiungere nuovi occhi e nuove sensibilità.





