VARESE, 22 gennaio 2026 – La memoria storica della città si arricchisce di un momento di riflessione profonda e necessaria. Sabato 24 gennaio 2026, alle ore 11:00, i Giardini Estensi ospiteranno la cerimonia pubblica dedicata alle vittime delle persecuzioni nazifasciste contrassegnate dai triangoli rosa e neri.
L’iniziativa, organizzata da Arcigay Varese APS con il patrocinio del Comune, si svolgerà presso la targa commemorativa situata di fronte alla Biblioteca Civica (via Sacco 5). In caso di pioggia, l’evento si sposterà all’interno dei locali della Biblioteca stessa.
Un fronte comune per la memoria
La cerimonia vedrà la partecipazione delle massime autorità cittadine e dei custodi della memoria democratica. Saranno presenti il Sindaco di Varese, Davide Galimberti, e l’Assessora alle Pari Opportunità, Rossella Dimaggio. Significativo sarà l’intervento di Ester De Tomasi, Presidente dell’ANPI Provinciale di Varese, a suggellare l’indissolubile legame tra i valori della Resistenza e la difesa dei diritti civili.
“Commemorare i triangoli rosa e neri significa ricordare una parte di storia rimossa troppo a lungo” – dichiara Giovanni Boschini, Presidente di Arcigay Varese – “È una memoria che ci parla del fascismo come sistema fondato sull’odio e sulla repressione delle differenze. Ricordare oggi significa assumersi la responsabilità di non normalizzare mai la discriminazione”.
La storia: i numeri di un massacro dimenticato
Il sistema dei campi di concentramento nazisti utilizzava un codice cromatico per disumanizzare i prigionieri. Il triangolo rosa era destinato agli uomini accusati di omosessualità (secondo il famigerato Paragrafo 175), mentre il triangolo nero identificava i cosiddetti “asociali”, categoria in cui venivano internate anche donne lesbiche e persone trans.
Secondo i dati dello United States Holocaust Memorial Museum e del Bundesarchiv:
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Circa 100.000 uomini furono arrestati tra il 1933 e il 1945.
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Tra 5.000 e 15.000 furono deportati nei lager.
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Il tasso di mortalità per i triangoli rosa fu tra i più elevati del sistema concentrazionario.
Un’ingiustizia durata decenni
Un aspetto che la cerimonia di sabato intende sottolineare è il drammatico ritardo nel riconoscimento di queste vittime. A differenza di altri perseguitati, molti omosessuali non furono riconosciuti come vittime del nazismo nel dopoguerra. Il Paragrafo 175 rimase infatti in vigore nella Germania Ovest fino al 1969, venendo definitivamente cancellato solo nel 1994.
L’evento di sabato a Varese si inserisce nel percorso cittadino verso il 27 gennaio, riaffermando che la memoria non è solo una celebrazione del passato, ma un “anticorpo” fondamentale per la democrazia del presente.





