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Il cinema entra in classe: gli studenti diventano registi del cambiamento sociale

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ROMA, 23 gennaio 2026 – Trasformare la scuola in un set cinematografico per insegnare ai giovani a leggere e raccontare la realtà contemporanea. È questo l’obiettivo ambizioso di “Cinema in Aula: un viaggio nell’audiovisivo per una didattica innovativa 4.0”, il progetto lanciato dal Moige (Movimento Italiano Genitori) in collaborazione con WellSee.

L’iniziativa non si limita a portare i film nelle scuole, ma consegna direttamente nelle mani degli studenti gli strumenti del mestiere: telecamere, sceneggiature e software di montaggio.

Un set che attraversa l’Italia

Il progetto, inserito nel Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, coinvolge 1.087 studenti distribuiti in sette regioni: Lazio, Lombardia, Piemonte, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Dalle grandi città del Nord ai territori del Sud, i ragazzi hanno l’opportunità di confrontarsi con professionisti del settore per dare vita a cortometraggi originali.

Quattro temi per raccontare il futuro

Attraverso il linguaggio audiovisivo, gli studenti esplorano e approfondiscono quattro grandi sfide del nostro tempo:

Bullismo e cyberbullismo: per imparare a riconoscere i segnali di prevaricazione e sviluppare empatia mettendosi nei panni di vittima e testimone.

Violenza di genere: un percorso per scardinare gli stereotipi e riflettere sul rispetto reciproco e la parità.

Sostenibilità ambientale: i giovani diventano “ambasciatori del cambiamento”, traducendo in immagini l’urgenza climatica e le buone pratiche per il futuro.

Integrazione e inclusione: uno spazio dove le differenze culturali diventano ricchezza narrativa e dialogo interculturale.

Didattica 4.0: imparare facendo

Il set cinematografico diventa così una “palestra di cittadinanza attiva”. Oltre alle competenze tecniche, gli studenti sviluppano abilità trasversali fondamentali per il loro futuro: lavoro di gruppo, capacità di mediazione, problem solving e pensiero critico.

«Dare ai ragazzi una telecamera significa dare loro un microfono per amplificare la loro voce», ha dichiarato Antonio Affinita, Direttore Generale del Moige. «Il cinema è democrazia dell’espressione ed è questo che vogliamo portare in ogni aula d’Italia».

Al termine del percorso, un video corale raccoglierà i migliori cortometraggi e le testimonianze degli studenti, documentando un’esperienza educativa che vede i ragazzi non più come spettatori passivi, ma come autori del proprio domani.

redazione@varese7press.it