VARESE, 24 gennaio 2026-Il mondo del calcio piange la scomparsa di Nazzareno Canuti, difensore solido e carismatico, morto oggi all’età di 70 anni. Se il grande pubblico lo ricorda per lo Scudetto del 1980 vinto con l’Inter di Eugenio Bersellini e per la singolare parentesi al Milan in Serie B.
La provincia di Varese conserva un ricordo più intimo e prezioso: quello dell’atleta che scelse il “Chinetti” di Solbiate Arno per chiudere la sua lunga e prestigiosa carriera.
Dal tetto d’Italia alla Serie C2
Dopo aver vestito le maglie di Inter, Milan, Genoa e Catania, nel 1988 Canuti decise di
rimettersi in gioco in una realtà più piccola ma estremamente ambiziosa. La Solbiatese, all’epoca, era una società modello nel panorama dilettantistico e semiprofessionistico lombardo.
L’arrivo di Canuti a Solbiate Arno non fu una semplice passerella. Nonostante avesse già vinto tutto quello che un calciatore italiano poteva sognare, il “Nazza” portò in nerazzurro (i colori che aveva nel cuore) la solita grinta e un’esperienza senza pari.
L’ultima gioia: la promozione dell’89
Nella stagione 1988-1989, Canuti fu il pilastro della difesa di una Solbiatese capace di dominare il campionato di Interregionale. Fu un anno trionfale che si concluse con la promozione in Serie C2, un traguardo storico che il difensore celebrò con lo stesso entusiasmo dei trofei vinti a San Siro.
In una recente intervista, lo stesso Canuti aveva ricordato con ironia e affetto quel periodo:
“Ho vinto la Serie A, ho vinto la Serie B e ho vinto pure con la Solbiatese: non mi sono fatto mancare nulla.”
Un legame mai spezzato
Dopo il ritiro avvenuto proprio al termine di quell’esperienza solbiatese, Canuti rimase legato al territorio e ai valori del calcio di un tempo. La sua scomparsa lascia un vuoto non solo nella bacheca dell’Inter, ma anche nei ricordi dei tifosi della Solbiatese che ebbero l’onore di vedere un campione d’Italia lottare su ogni pallone nei campi polverosi della quarta serie.
Nazzareno Canuti lascia l’immagine di un calcio fatto di serietà e appartenenza, un uomo che ha saputo essere “grande” tra i grandi e umile tra i piccoli.





