VARESE, 25 gennaio 2026-Il via libera al DDL Locatelli, avvenuto il 12 gennaio 2026, non ha portato il sollievo sperato nelle case di migliaia di famiglie italiane. Al contrario, ha sollevato un polverone di polemiche, in particolare da parte dell’Associazione AILA, da anni in prima linea per la tutela dei caregiver e delle persone con disabilità.
Un’occasione mancata per la dignità
Ada Orsatti, presidente di AILA, ha commentato il provvedimento con estrema durezza, definendolo un passo indietro rispetto alle reali necessità del Paese:
“È un’occasione persa per riconoscere il lavoro di cura. Questo provvedimento ignora i caregiver e rischia di lasciare migliaia di persone senza sostegno, dignità e tutele economiche”.
Secondo l’associazione, il testo approvato non solo non risolve le criticità storiche, ma crea nuovi ostacoli burocratici ed economici che penalizzano chi già vive in condizioni di estremo sacrificio.
Le quattro criticità principali
L’analisi dell’AILA mette in luce diversi punti definiti “gravi e discriminatori” all’interno del disegno di legge:
Barriere Economiche: L’accesso al bonus è vincolato a un limite di reddito di soli 3.000 euro annui e al calcolo ISEE, parametri considerati troppo stringenti che escludono la maggior parte dei richiedenti.
Definizioni Restrittive: Il testo riconosce il ruolo di caregiver solo dopo un minimo di 91 ore di assistenza e, paradossalmente, esclude figure fondamentali come coniugi, fratelli e sorelle.
Il Vuoto Previdenziale: Manca un sistema di contributi previdenziali completi. Chi dedica la vita alla cura di un caro resta senza alcuna protezione per la propria vecchiaia.
Ambiguità Normativa: L’associazione lamenta una definizione troppo vaga di “persona con disabilità grave”, che rischia di creare disparità di trattamento sul territorio.
“Eroi silenziosi senza tutele”
Il cuore della protesta risiede nel mancato riconoscimento del valore sociale del caregiver. “Chi assiste i propri familiari sacrifica spesso vita privata, carriera e sicurezza economica”, incalza Orsatti. “Lo Stato ha il dovere di tutelare questi eroi silenziosi, garantendo non solo bonus simbolici, ma riconoscimento previdenziale, flessibilità e dignità sociale”.
Le richieste al Governo
L’AILA non si ferma alla denuncia e ha già formalizzato la richiesta per un’audizione in commissione e un incontro urgente con i rappresentanti del governo. Le modifiche richieste sono chiare:
Eliminazione dei tetti di reddito per l’accesso ai sostegni.
Inclusione di tutti i familiari (inclusi coniugi e fratelli) nella definizione di caregiver.
Equiparazione dei contributi previdenziali a quelli del lavoro dipendente.
Un appello alla mobilitazione
L’articolo si chiude con un appello accorato alla politica e alla cittadinanza: “È il momento di riconoscere il valore del lavoro di cura. Non possiamo più permettere che lo Stato ignori questi sacrifici”. L’AILA promette battaglia affinché il DDL venga profondamente emendato prima della sua definitiva attuazione.





