MILANO, 26 gennaio 2026 – In un’epoca dominata dalla velocità dei social e dal consumo rapido di contenuti digitali, c’è chi sceglie di scommettere sulla profondità della parola scritta e sul fascino intramontabile della carta stampata. Nasce CineMoi – Volti, storie e voci dal grande schermo, una nuova rivista semestrale che si propone di raccontare la Settima Arte non come semplice intrattenimento, ma come forza attiva capace di plasmare la nostra visione del mondo.
Un progetto al femminile
Dietro la nascita di CineMoi ci sono tre donne mosse da una visione comune: Michela Mancusi (Direttrice Editoriale), Annamaria Gallo (Direttrice Responsabile) e Antonella Mancusi (Vicedirettrice Editoriale). Insieme hanno dato vita a uno spazio che rifiuta le logiche dei “like” e dei trend passeggeri per ritrovare quel “patto con il lettore” basato sull’esercizio della libertà e della critica.
«La rivista è uno spazio sospeso in cui la sala si oscura e la vita entra in scena con la parola scritta», dichiara Michela Mancusi.
Un oggetto prezioso tra festival e sale d’essai
CineMoi non è solo una rivista, ma un vero e proprio oggetto fisico da collezione. Prodotta con cura estetica maniacale — grazie alle grafiche di Shibui Creative Studio — ogni numero conta 94 pagine ed è stampato in una tiratura di 10.000 copie.
La distribuzione è mirata e strategica: la rivista è gratuita e si può trovare nei luoghi dove il cinema batte più forte, come i festival cinematografici, i cineclub, le sale d’essai e una selezione di librerie indipendenti. Un modo per intercettare un pubblico attento, che vede nel cinema una “necessità civile”.
Il primo numero: da Toni Servillo ai grandi Maestri
Il numero d’esordio (uscito a dicembre 2025) si presenta con una copertina d’impatto dedicata a Toni Servillo, immortalato dagli scatti del fotografo Gianni Fiorito. All’interno, il lettore può immergersi in un viaggio che attraversa diverse epoche:
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Le eredità del passato: Analisi dedicate a giganti come Pasolini, Visconti e De Sica.
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Sguardi contemporanei: Riflessioni su registi del calibro di Sorrentino, Maresco e Di Costanzo.
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Focus di genere: Approfondimenti necessari sulle pioniere Maya Deren ed Elvira Notari.
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Il prestigio visivo: Il numero è impreziosito dalle straordinarie fotografie di Letizia Battaglia.





