VARESE, 29 gennaio 2026 – Il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP) di Varese, ha preso una posizione netta in merito alle recenti vicende giudiziarie, che hanno coinvolto un operatore di polizia per i fatti avvenuti a Rogoredo.
Attraverso un comunicato stampa firmato dal Segretario Generale Provinciale Giuseppe Tedesco, l’organizzazione sindacale esprime “ferma e convinta solidarietà” al collega, attualmente destinatario di un’azione penale per omicidio volontario dopo aver risposto a un’aggressione armata durante un servizio di controllo.
La denuncia: “Marcia a doppio binario” nella Giustizia
Il sindacato critica duramente quella che definisce una disparità di trattamento tra civili e forze dell’ordine in tema di legittima difesa. Il SIAP mette a confronto due casi recenti:
Fatti di Lonate: la Procura ha presunto la legittima difesa per un civile che ha reagito a un’aggressione in casa propria, evitando l’iscrizione d’ufficio nel registro degli indagati.
Fatti di Rogoredo: per il poliziotto che ha agito in un contesto di alta criminalità contro un malvivente che gli puntava una Beretta 92 (rivelatasi poi a salve), l’approccio è stato opposto, con l’immediata apertura di un’indagine per omicidio.
Secondo il SIAP, gravano sugli operatori di polizia norme più onerose che ne condizionano l’operatività, aumentando la pressione psicologica e il rischio di esitazioni fatali.
Proposte per il sistema politico e giudiziario
Il sindacato non si limita alla protesta, ma avanza proposte concrete per superare queste “falde pericolose” nel sistema sicurezza:
Iniziative legislative: il SIAP chiede leggi “serie e coraggiose” sull’uso legittimo della forza che proteggano chi garantisce la sicurezza dei cittadini.
Formazione dei Magistrati: la Segreteria propone di imporre nel piano formativo dei magistrati inquirenti un periodo di affiancamento operativo alle Forze di Polizia. L’obiettivo è far comprendere cosa significhi decidere in pochi secondi in situazioni di stress estremo e adrenalina alta.
Il comunicato si chiude con un monito: le forze dell’ordine devono poter operare con la “serena certezza” di non essere trattate come malviventi per aver compiuto il proprio dovere in contesti di estrema pericolosità.





