VARESE, 29 gennaio 2026-Il turismo in Italia si trova davanti a un bivio: da un lato la necessità di gestire la pressione soffocante delle grandi città d’arte (Overtourism), dall’altro l’urgenza di valorizzare i piccoli Comuni e le aree interne (Undertourism). In entrambi i casi, la soluzione non risiede in formule magiche, ma in una risorsa concreta: le Guide Turistiche abilitate. Professionisti dotati di solide basi culturali e competenze linguistiche in grado di trasformare una visita in un’esperienza di valore.
Eppure, i risultati del tanto atteso Esame Nazionale per Guide Turistiche — un appuntamento che il settore aspettava da oltre un decennio — hanno scoperchiato un paradosso sistemico che mette sotto accusa la strategia del Ministero del Turismo.
I numeri del fallimento: un sistema che esclude il talento
Invece di iniettare nuove energie nel settore per favorire il ricambio generazionale, la selezione ha decimato i partecipanti: il 98% dei candidati è stato escluso. Tra i bocciati figurano profili di altissimo livello: laureati magistrali, esperti di settore e persino dottori di ricerca in Archeologia e Storia dell’Arte.
È bene ricordare che non si trattava di un concorso per posti limitati, ma di un’abilitazione professionale necessaria per rispondere alla crescita vertiginosa della domanda internazionale. Trasformare questo accesso in una “lotteria nozionistica”, come denunciato da Francesca Pannuti, fondatrice del Comitato Nazionale Guide Future, significa condannare il territorio all’immobilismo.
La voce dei protagonisti: oltre il nozionismo
Le testimonianze raccolte dal Comitato evidenziano il divario tra i criteri di valutazione e la realtà operativa:
Giulia B. (Archeologa): “Un sistema ingiusto che ignora l’esperienza sul campo e i titoli accademici.”
Barbara P. (Guida esperta): “Nell’era dell’Intelligenza Artificiale, la guida non serve per elencare date, ma per interpretare e trasmettere emozioni.”
Giorgia C. (Storica dell’Arte): “Serve chiarezza e coerenza tra i contenuti d’esame e le reali competenze richieste per valorizzare il patrimonio.”
Il rischio: abusivismo e mercati opachi
Senza un numero sufficiente di guide italiane qualificate, il rischio è doppio. Da una parte, il progetto di rilancio dei piccoli borghi rimarrà sulla carta per mancanza di narratori esperti; dall’altra, si spalancano le porte all’abusivismo e al mercato opaco dei patentini ottenuti all’estero. Un paradosso inaccettabile per un Paese che dichiara di voler tutelare il proprio “capitale umano”.
L’appello: una riforma immediata
Il Comitato Guide Future, a seguito delle recenti dichiarazioni della Ministra Daniela Santanchè al Forum di Milano, chiede un intervento urgente. Non si può parlare di “governo dei flussi” se si sprecano i talenti che quei flussi dovrebbero gestire.
L’invito è rivolto a tutti gli attori del settore e ai cittadini: firmare la petizione su Change.org per chiedere una riforma dell’esame che sia equa, moderna e realmente meritocratica.
“Si parla di governo dei flussi, ma si sprecano risorse e talenti”, conclude il Comitato Nazionale Guide Future





