ROMA, 31 gennaio 2026 –di GIANNI BERALDO
Un attacco frontale, quotidiano e coordinato. Così Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Partito Democratico, definisce l’ondata di pressione che sta investendo Sigfrido Ranucci e la redazione di Report. Con una nota ufficiale, Ruotolo chiede di porre fine a quello che definisce un vero e proprio “accanimento” contro il giornalismo d’inchiesta del servizio pubblico.
L’asse tra politica e testate d’area
Al centro della critica di Ruotolo c’è il ruolo di Maurizio Gasparri, esponente di spicco della maggioranza, accusato di denigrare sistematicamente il conduttore di Rai Tre. Ma il mirino si sposta rapidamente anche sul piano editoriale, citando il recente caso delle intercettazioni pubblicate da Il Giornale di Tommaso Cerno.
Secondo Ranucci, tali audio sarebbero stati “manipolati” per costruire un’accusa di omofobia e ipotizzare un complotto giornalistico contro il governo nell’ambito del cosiddetto “affaire Sangiuliano”. Per Ruotolo, questa è la prova di un «uso politico dell’informazione».
«I quotidiani riconducibili all’area di destra vengono usati come clava da settori della maggioranza. L’editore de Il Giornale, de Il Tempo e di Libero è un deputato della Lega di Matteo Salvini. C’è un sincronismo inquietante tra una parte della stampa e i partiti di governo.»
Il nodo del conflitto di interessi
La vicenda Report diventa per il PD il simbolo di un problema strutturale italiano: la

commistione tra potere politico e proprietà dei media. Ruotolo rilancia con forza la necessità di una legge sul conflitto di interessi, sostenendo che l’attuale scenario non rappresenti un confronto democratico, bensì un tentativo di delegittimazione verso chi «accende i riflettori sul potere».
Solidarietà al Servizio Pubblico
Il messaggio finale è di piena solidarietà alla squadra di Rai Tre. Difendere l’autonomia di Report, conclude Ruotolo, non è una battaglia di parte, ma un atto necessario per tutelare: la libertà di stampa sancita dalla Costituzione, il diritto dei cittadini a una corretta informazione, il ruolo del servizio pubblico come contropotere.
Un contesto teso per l’informazione
Il caso sollevato da Ruotolo si inserisce in un clima di forte tensione tra la Rai e la Commissione di Vigilanza, proprio mentre il dibattito sulla riforma del sistema radiotelevisivo e sulle tutele per il giornalismo d’inchiesta resta uno dei temi caldi dell’agenda politica nazionale.





