VARESE, 3 febbraio 2026- di GIANNI BERALDO
Il 2026 si apre sotto il segno delle grandi manovre amministrative per la provincia di Varese.
Con l’avvicinarsi della prossima tornata elettorale (Il Ministero dell’Interno non ha ancora ufficializzato le date, ma presumibilmente si voterà tra aprile e maggio) i principali paesi e relative forze politiche chiamate al voto, iniziano a delineare strategie e schieramenti, muovendosi tra la ricerca di una necessaria continuità e la spinta verso il rinnovamento.
Dai Comuni dell’area Malpensa fino alle sponde del Verbano, il quadro politico locale è in pieno fermento, segnato da passaggi di testimone storici e sfide aperte per la riconferma.
Tra i paesi più importanti che andranno alle urne, sicuramente Somma Lombardo, Luino e Laveno Mombello.
Facciamo il punto sull’attuale situazione:
A Somma Lombardo la notizia principale di questo inizio 2026, è la definizione della leadership per la coalizione di maggioranza uscente. Dopo il doppio mandato di Stefano Bellaria (impossibilitato a ricandidarsi per il limite di legge nei comuni sopra i 15.000 abitanti), il centrosinistra ha scelto la via della continuità interna.
Infatti, le primarie del Partito Democratico svoltesi lo scorso 10 gennaio, hanno sancito la vittoria di Stefano Aliprandini, attuale Vicesindaco. Con 24 voti su 43 nella consultazione interna, Aliprandini ha superato lo sfidante Sandro Criseo.
Aliprandini si presenta come il garante del “buon governo” dell’ultimo decennio. La sua campagna si focalizzerà sull’ascolto dei quartieri e sulla gestione delle sfide legate all’area Malpensa.
Non ancora deciso invece il candidato per il Centrodestra. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono impegnati in tavoli di coordinamento per presentare un fronte unico e un candidato condiviso, con l’obiettivo di riconquistare Palazzo Viani Visconti dopo dieci anni di opposizione.
A Luino lo scenario è differente. Il sindaco uscente Enrico Bianchi ha la possibilità statutaria di correre per un secondo mandato consecutivo e i segnali politici puntano tutti in questa direzione.

Bianchi ha recentemente rivendicato i risultati del progetto “Proposta per Luino”, sottolineando la trasformazione della città negli ultimi cinque anni. Sebbene manchi ancora l’ufficialità cerimoniale, la sua discesa in campo per il “bis” è considerata certa.
La Sfida alle Opposizioni: In recenti interventi pubblici, il sindaco ha invitato gli sfidanti a un confronto basato su “visioni concrete per la Luino dei prossimi 20 anni”, criticando le coalizioni nate col solo scopo di contrastare l’attuale giunta.
Il Centrodestra Luinese: Dopo la frammentazione che ne aveva decretato la sconfitta nella scorsa tornata, i partiti della coalizione (FdI, Lega e FI) stanno cercando una sintesi su un nome forte, possibilmente un profilo civico capace di ricompattare l’elettorato conservatore.
A Laveno Mombello l’attenzione è tutta rivolta a Luca Santagostino e alla sua lista “Civitas”. Nel 2020, la sua vittoria aveva segnato una rottura netta con gli schemi dei partiti tradizionali, portando al governo una formazione civica pura.
La possibile ricandidatura: Santagostino sta valutando se correre per il secondo

mandato. Il dibattito locale si concentra sulla capacità della sua amministrazione di aver sciolto nodi storici (come la gestione del comparto ceramiche e la viabilità); un’eventuale nuova corsa di “Civitas” costringerebbe nuovamente i partiti nazionali a inseguire o a tentare una difficile coalizione d’urto.
Sia il centrodestra che il centrosinistra lavenese stanno cercando di capire se esiste lo spazio per riprendersi il Comune o se la spinta civica sia ancora troppo forte per essere contrastata con simboli di partito.
Poi al voto vi sono altre realtà minori come Masciago Primo
Nel borgo più piccolo della provincia tra quelli al voto (poco più di 300 abitanti), la politica assume una dimensione di pura resistenza istituzionale.
Con Marco Magrini (attuale Presidente della Provincia di Varese) che ha guidato il comune per anni, la successione è un tema delicato. La priorità assoluta per Masciago Primo non è tanto il colore politico, quanto la presentazione di almeno una lista valida e competitiva.
Rimane però alto il rischio Commissariamento, infatti in realtà così piccole, il vero avversario è l’astensionismo.
Se non si raggiunge il quorum dei votanti (fissato al 40% in caso di lista unica), il comune rischierebbe il commissariamento, un’ipotesi che la politica locale vuole evitare a ogni costo per garantire la continuità dei servizi ai cittadini.





