VARESE, 4 febbraio 2026-C’è chi il blues lo urla e chi, come Robert Cray, lo sussurra con una precisione chirurgica che arriva dritta al cuore. Uno dei musicisti più iconici e riconoscibili del panorama americano contemporaneo si appresta a tornare nel nostro Paese: la Robert Cray Band salirà sul palco del Chiari Music Festival (Brescia) il prossimo 17 giugno 2026.
La cornice dell’Istituto Salesiano San Bernardino ospiterà un’icona che ha saputo traghettare il blues e il soul verso il grande pubblico senza mai svenderne l’anima.
Biglietti: info e orari
Per i fan e gli amanti della sei corde, l’appuntamento con il botteghino è imminente: i biglietti saranno disponibili su Ticketone e Ticketmaster a partire dalle ore 17:00 di oggi, mercoledì 4 febbraio.
Dagli esordi con Hendrix alla conquista di MTV
La storia di Robert Cray è quella di una folgorazione. Negli anni ’60, dopo aver visto i Beatles in TV e aver vissuto l’esperienza mistica di un concerto di Jimi Hendrix, Cray capisce che la sua strada è tracciata.
Nonostante un debutto discografico turbolento con Who’s Been Talkin’, segnato da difficoltà contrattuali, Cray non si è mai fermato. Ha costruito il suo successo “on the road”, chilometro dopo chilometro, stringendo nel frattempo legami leggendari (come la profonda amicizia con Stevie Ray Vaughan).
La consacrazione mondiale arriva negli anni Ottanta. Con album come Bad Influence e soprattutto il capolavoro Strong Persuader (1986), Cray diventa il volto del blues nell’era dei videoclip. È il primo artista del genere a scalare le classifiche di MTV, conquistando un Grammy e la copertina di Rolling Stone.
Uno stile che va oltre le dodici battute
Ciò che rende Cray unico è il suo approccio lirico. Laddove altri puntano sul virtuosismo fine a se stesso, lui esplora i labirinti dell’animo umano: l’amore, il tradimento, il senso di colpa e l’inquietudine emotiva. È un blues “colto”, raffinato e intenso, che gli ha permesso di dialogare alla pari con giganti del calibro di B.B. King, Eric Clapton, Tina Turner e i Rolling Stones.
Una leggenda che continua a evolversi
A differenza di molte glorie del passato, Robert Cray non vive di rendita. Negli anni la sua voce si è fatta più scura, viscerale e comunicativa, mentre la sua chitarra ha acquisito sfumature sempre più mature. Album recenti come In My Soul o l’ultimo That’s What I Heard dimostrano che la sua vena creativa è più accesa che mai.
Con 19 album in studio e cinque Grammy Awards in bacheca, il concerto di Chiari non è solo un evento per appassionati di genere, ma l’occasione per vedere all’opera un pilastro della musica americana che ha fatto della coerenza e della qualità la sua bandiera.





