BELLINZONA, 4 febbraio 2026-Una svolta significativa nella lotta contro le malattie neurodegenerative arriva dalla Svizzera. Come riportato originariamente dal sito rsi.ch, l’autorità di controllo degli agenti terapeutici, Swissmedic, ha annunciato oggi di aver ufficialmente autorizzato il principio attivo donanemab. Si tratta di un farmaco destinato al trattamento dell’Alzheimer in stadio precoce che promette di mutare il corso della malattia per molti pazienti.
Rallentare, non guarire
È fondamentale chiarire la portata di questa innovazione: il donanemab non è in grado di curare definitivamente l’Alzheimer, ma la sua efficacia risiede nella capacità di rallentare sensibilmente la progressione della patologia. L’autorizzazione si basa sul presupposto che, per determinati profili clinici, i benefici derivanti dal trattamento siano superiori ai rischi potenziali.
I rischi e il monitoraggio
Nonostante l’entusiasmo per il nuovo presidio medico, Swissmedic ha mantenuto un approccio improntato alla massima cautela. L’uso del principio attivo non è privo di pericoli: sono stati infatti segnalati possibili effetti collaterali gravi, tra cui emorragie ed edemi cerebrali.
Proprio a causa di queste criticità, l’autorità ha sottolineato che:
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Il trattamento richiede un rigoroso monitoraggio medico, specialmente durante i primi mesi di assunzione.
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Il farmaco sarà proposto esclusivamente a un numero limitato di persone, selezionate tra coloro che si trovano nelle primissime fasi della malattia.
I prossimi passi: costi e rimborsi
L’autorizzazione di Swissmedic è il primo, necessario gradino, ma il farmaco non sarà immediatamente disponibile per tutti i pazienti idonei. La palla passa ora all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che dovrà inserire il donanemab nell’elenco delle specialità.
In parallelo, resta da sciogliere il nodo economico. Sarà necessaria una regolamentazione uniforme per la copertura dei costi da parte delle assicurazioni malattia, un passaggio fondamentale per garantire l’accesso alle cure ed evitare che i pazienti debbano sostenere spese eccessive e insostenibili.





