VARESE, 14 marzo 2026- di GIANNI BERALDO
Il sogno di uno studentato diffuso nel quartiere delle Bustecche deve, per il momento, tornare nel cassetto.
La decisione è emersa chiaramente questa mattina, durante la commissione bilancio: Palazzo Estense ha scelto di non partecipare all’asta per l’acquisto degli immobili situati sopra la “Piramide”, rinunciando a un’operazione che avrebbe dovuto cambiare il volto dell’housing sociale cittadino.
Il cuore del problema non è la validità del progetto, ma il calendario. L’intervento, finanziato con circa 6 milioni di euro provenienti dai fondi PINQUA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare) all’interno del PNRR, prevedeva la riqualificazione di trenta alloggi destinati a universitari e famiglie.
Tuttavia, le tempistiche dettate da Roma e Bruxelles sono diventate un cappio al collo per l’amministrazione:
L’asta: Il bando è stato pubblicato il 2 febbraio con scadenza il 19 marzo.
La scadenza: Il Ministero delle Infrastrutture ha fissato il termine ultimo per il completamento dei lavori al 30 giugno 2026.
«Avremmo meno di cento giorni per acquistare e ristrutturare integralmente gli immobili», ha spiegato il sindaco Davide Galimberti. Una missione quasi impossibile che esporrebbe il Comune a un rischio finanziario altissimo: se i lavori non finissero in tempo, i milioni di euro non verrebbero erogati dall’Europa, ricadendo interamente sulle casse comunali.

Il dietrofront è dunque una mossa di autotutela finanziaria. La delibera che approderà in Consiglio Comunale sancisce la rinuncia all’asta proprio per evitare quello che Galimberti definisce un “salto nel buio”. L’area dell’ex Macello, originaria destinazione dei fondi, era già stata accantonata in favore delle Bustecche, ma ora anche questa alternativa si scontra con la realtà burocratica.
Non si tratta però di un addio definitivo, ma di un “arrivederci”. L’amministrazione ha infatti precisato che, qualora il Governo o l’Unione Europea dovessero concedere una proroga alle scadenze del PNRR, il Comune sarebbe pronto a rimettere mano al progetto e a valutare nuovamente l’acquisizione.
La notizia gela le aspettative di chi vedeva nello studentato un volano per la rivitalizzazione del quartiere Bustecche e una risposta concreta alla carenza di alloggi per gli iscritti all’Università dell’Insubria. Resta ora da capire come verranno rimodulati i fondi PINQUA per evitare di perdere definitivamente i finanziamenti, cercando interventi meno complessi dal punto di vista procedurale o con cantieri già in fase avanzata.
Considerando che la delibera approderà a breve in Consiglio Comunale, il dibattito si sposta ora sulle alternative strategiche. Con la scadenza del 30 giugno 2026 che incombe come una “ghigliottina” burocratica, Palazzo Estense deve muoversi su due fronti per non perdere i circa 6 milioni di euro del PNRR.
Ecco i possibili scenari e i punti caldi della discussione:
Poiché il progetto delle Bustecche è tecnicamente “congelato” per motivi di prudenza finanziaria, l’amministrazione potrebbe

proporre al Ministero una variante progettuale.
Interventi su immobili già di proprietà: Per accelerare i tempi, il Comune potrebbe dirottare i fondi su edifici comunali che necessitano solo di riqualificazione energetica o interna, saltando la fase dell’asta e dell’acquisizione che ha bloccato l’operazione “Piramide”.
Housing sociale diffuso: Invece di un unico grande complesso, si potrebbe puntare su piccoli lotti già pronti per il cantiere.
Ricordiamo che le Bustecche erano nate come alternativa all’ex Macello. Se il Consiglio Comunale dovesse bocciare la linea della prudenza di Galimberti, o se emergesse una nuova via d’uscita tecnica per quell’area, il dibattito potrebbe riaccendersi, anche se le tempistiche rimangono il nemico numero uno per qualsiasi grande cantiere.
Varese sta puntando molto sulla sua vocazione universitaria. La rinuncia (anche se temporanea) a 30 alloggi alle Bustecche mette pressione sull’amministrazione per trovare soluzioni abitative immediate. È probabile che in Consiglio le opposizioni o le associazioni studentesche chiedano garanzie su come verranno assistiti gli studenti fuori sede nel prossimo anno accademico.
Il Sindaco ha lasciato una porta aperta: se il Governo dovesse annunciare una proroga dei termini PNRR oltre il 2026, il Comune tornerebbe immediatamente in corsa per l’asta delle Bustecche. Gli occhi sono quindi puntati sui tavoli romani e sulle trattative tra Italia e Commissione Europea.
Cosa succederà nei prossimi giorni?
La delibera dovrà essere votata dal Consiglio Comunale. Sarà quello il momento della verità:
Voto della maggioranza: Vedremo se la linea della prudenza sarà compatta.
Proposte delle opposizioni: Potrebbero emergere mozioni per chiedere l’utilizzo di quegli stessi fondi su altri quartieri o edifici storici degradati.




