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Perché il Comitato Varesino per la Palestina dice NO alla riforma costituzionale

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VARESE, 15 marzo 2026-Il Comitato Varesino per la Palestina sceglie di unire la propria voce al vasto coro di realtà democratiche che si oppongono al prossimo referendum costituzionale. Oltre alle criticità già ampiamente sollevate da autorevoli giuristi e costituzionalisti, riteniamo fondamentale aggiungere una riflessione che nasce proprio dal nostro osservatorio sulla catastrofe umanitaria e geopolitica in atto nel sud-ovest dell’Asia.

La nostra Costituzione antifascista poggia su un pilastro inamovibile: la separazione dei poteri. Indebolire l’indipendenza del potere giudiziario rispetto a quello esecutivo non è un semplice aggiustamento tecnico, ma un passo verso una pericolosa deriva autoritaria. In un sistema in cui il governo può agire con meno contrappesi, la tutela dei diritti fondamentali — di tutti, nessuno escluso — viene inevitabilmente meno.

Il pericolo di una svolta autoritaria interna non può essere letto separatamente dal contesto internazionale. Oggi assistiamo a un gravissimo tentativo di egemonia mondiale guidato da governi, come quelli di Israele e degli Stati Uniti, che stanno portando il Medio Oriente verso il baratro attraverso politiche genocidiarie e liberticide.

Un governo nazionale già incline all’accentramento del potere, se privato dei limiti costituzionali, finisce per asservirsi totalmente a queste dinamiche di forza, trasformandosi in un esecutore di agende belliciste che non appartengono al mandato del popolo italiano.

Le prove di questa tendenza sono già visibili nella gestione quotidiana della cosa pubblica:

Economia di guerra: Un aumento spaventoso delle spese militari a fronte di tagli costanti ai servizi essenziali.

Erosione del welfare: Il sacrificio delle tutele sociali e delle garanzie lavorative per finanziare logiche di conflitto.

Criminalizzazione del dissenso: Una crescente ostilità verso chiunque lotti per una vita degna, con un accanimento particolare verso chi manifesta solidarietà al popolo palestinese e chiede una pace giusta.

Votare NO a questa riforma non significa solo difendere la struttura tecnica dello Stato, ma proteggere lo spazio democratico necessario per opporsi alla guerra, all’ingiustizia e all’oppressione dei popoli. Una Costituzione forte è l’unico argine rimasto contro chi vorrebbe trasformare la democrazia in un ufficio di gestione del potere assoluto.

redazione@varese7press.it