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Varese tra il decennio di amministrazione Fontana e quello di Galimberti: il bilancio di un’epoca

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Palazzo Estense sede del Comune di Varese

VARESE, 24 marzo 2026- di GIANNI BERALDO

Il referendum appena concluso, ma soprattutto il suo esito per molti versi inatteso, ha rilanciato la politica nella discussione popolare come non accadeva da tempo.

La gente è tornata a votare (almeno buona parte degli aventi diritto) e lo ha fatto con passione schierandosi convintamente da una parte o dall’altra: contro il governo Meloni oppure a favore.

Sappiamo bene che i quesiti referensari non vertevano su questo, ma di fatto è quanto accaduto e le conseguenze della sconfitta (per Meloni) iniziano a farsi vedere, con le crepe Del Mastro e Bortolozzi (che oggi hanno dato le dimissioni da Sottosegretario),che  potrebbro mettere in difficolà l’intera impalcatura.

Considerato il momento positivo, determinato dal fatto che i cittadini siano finalmente tornati a parlaare e discutere di poltica, abbiamo pensato di fare un breve excursus  concentrandosi a livello locale, spiegando brevemente quanto accaduto negli utlimi vent’anni a Varese in ambito amministrativo.

Due sindaci, vent’anni di storia e una città che ha cambiato pelle.

Se il passaggio di testimone tra Attilio Fontana e Davide Galimberti nel 2016 ha segnato una storica frattura politica per

Un Consiglio Comunale a Varese

Varese, oggi, nel 2026, il confronto tra i loro doppi mandati permette di tracciare un bilancio che va oltre il colore dei partiti.

Da una parte il decennio leghista, caratterizzato da una gestione pragmatica radicata nella tradizione e nelle sfide della crisi post-2008; dall’altra, l’era del “Sindaco dei Cantieri” del centrosinistra, spinta dall’onda d’urto del PNRR e da una visione urbanistica che ha cercato di scuotere il centro cittadino dal suo storico torpore.

Mettere a confronto queste due amministrazioni significa analizzare due visioni opposte di città: una focalizzata sulla conservazione dell’identità e l’altra sulla trasformazione infrastrutturale. Ecco un’analisi strutturata sui principali pilastri amministrativi.

Urbanistica e grandi opere

Questo è il terreno dove il distacco tra le due giunte è più evidente, sia nel metodo che negli obiettivi.

Ambito Amministrazione Fontana (Lega) Amministrazione Galimberti (PD)
Piazza Repubblica Il progetto del Teatro in Piazza Repubblica rimase sulla carta, limitandosi a interventi di manutenzione che non risolsero il degrado dell’area. Ha puntato sul trasferimento del mercato e sulla riqualificazione della caserma Garibaldi come polo culturale (biblioteca e media center), tuttora in fase di completamento.
Stazioni Il comparto rimase in attesa di un piano organico per anni. Ha ottenuto ingenti finanziamenti statali per il “Piano Stazioni”, che ha ridisegnato la viabilità e i collegamenti tra le due stazioni ferroviarie.
Parcheggi Focus sulla sosta veloce e accessibilità al centro. Realizzazione del parcheggio multipiano in via Sempione e forte spinta sulla pedonalizzazione di aree storiche.
Viabilità e Mobilità Sostenibile

Fontana: La sua visione era centrata sull’automobile come mezzo primario. Si ricorda l’introduzione della vignetta per il

Attilio Fontana

parcheggio dei residenti e una gestione della viabilità più “tradizionale”. Ha gestito l’apertura della Pedemontana nel tratto varesino, opera però di competenza regionale.

Galimberti: Ha impresso una svolta decisa verso la mobilità dolce. Sono nate le prime vere piste ciclabili strutturate (non senza polemiche da parte dei commercianti) e si è investito nel rinnovo del parco autobus verso l’elettrico. Il “Largo Flaiano” è il simbolo del suo secondo mandato: l’eliminazione del semaforo all’ingresso dell’autostrada per snellire il traffico.

Cultura e Identità Cittadina

L’amministrazione targata Fontana, ha mantenuto un profilo legato alle tradizioni locali e al prestigio dei suoi siti UNESCO (Sacro Monte). La gestione era improntata a un pragmatismo che però, secondo i critici, mancava di un respiro internazionale.

Galimberti ha cercato all’opposto di riposizionare Varese come città turistica e universitaria (riuscendoci finora solo in parte). Ha puntato molto sul legame con l’Università dell’Insubria e sull’attrattività sportiva (Palazzetto dello Sport, riqualificazione del Sacro Monte con fondi europei). Tuttavia, la chiusura prolungata del Teatro di Varese (sostituito da una struttura provvisoria) rimane un punto critico aperto nel confronto tra le due epoche.

Promesse elettorali confrontate con la realtà dei fatti

Il “Caso Buco” di via Selene: Durante l’era Fontana si è discusso a lungo di grandi infrastrutture di collegamento che hanno faticato a vedere la luce.

Il PNRR: Galimberti ha il merito (facilitato dal contesto storico) di aver intercettato una mole di fondi senza precedenti (oltre 100 milioni di euro), ma la sfida attuale è la messa a terra: molti cantieri sono aperti contemporaneamente, creando disagi alla cittadinanza proprio in questa fase finale di mandato.

Arriviamo al presente ricordando che nel 2027 a Varese si voterà per le amministrative.

Davide Galimberti

Il passaggio dal “sindaco dei cantieri” al “sindaco del PNRR” ha portato Davide Galimberti a una fase finale di mandato estremamente complessa. Se da un lato la sua amministrazione rivendica una trasformazione infrastrutturale senza precedenti, dall’altro il logorio politico e le frizioni in Consiglio Comunale sono diventati cronici.

Ecco le principali difficoltà e le pretese del centrodestra in questa fase conclusiva:

 Il “Blocco” del Bilancio e l’Ostruzionismo

Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il clima in Consiglio è diventato incandescente. La Lega, guidata da figure come Emanuele Monti e Stefano Angei, ha adottato una strategia di ostruzionismo puro, presentando migliaia di emendamenti ai documenti di bilancio.

La difficoltà di Galimberti: La maggioranza si è trovata più volte a non partecipare alle sedute o a far mancare il numero legale per evitare di restare impantanata in votazioni infinite, accusando la minoranza di voler “paralizzare la città”.

La pretesa del centrodestra: L’opposizione sostiene che questa “valanga” di emendamenti sia l’unico modo per farsi ascoltare su temi che ritengono ignorati, come la sicurezza e il supporto diretto alle famiglie, accusando la giunta di essere troppo concentrata sul “cemento” e poco sulla quotidianità dei varesini.

La Gestione dei Cantieri PNRR (Il fattore Tempo)

Varese è stata una città modello per l’intercettazione dei fondi (oltre 100 milioni), ma la “messa a terra” sta presentando il conto:

Difficoltà amministrative: La gestione simultanea di decine di cantieri (Stazioni, Caserma Garibaldi, Villa Augusta, asili nido) ha messo sotto pressione gli uffici comunali. La sfida è chiudere tutto entro le scadenze europee del 2026 per non perdere i finanziamenti.

Pretese del centrodestra: L’opposizione punta il dito sui disagi alla viabilità e sulla “fretta elettorale”. Denunciano commissioni sui lavori pubblici spesso deserte o rimandate e criticano opere specifiche, come la ciclabile di viale Belforte, considerata punitiva per il commercio e il traffico locale.

Spaccature e prove tecniche di coalizione

Il centrodestra non si limita a criticare, ma sta usando il Consiglio come test per le prossime elezioni:

Le pretese di Fratelli d’Italia: Il partito di Giorgia Meloni, forte dei sondaggi nazionali, rivendica un ruolo di guida nella coalizione varesina, talvolta smarcandosi dalle tattiche più aggressive della Lega per accreditarsi come forza di governo affidabile.

Le difficoltà della maggioranza: Galimberti deve tenere unito un “campo largo” locale che inizia a guardare al dopo-Galimberti. La sfida per il sindaco è evitare che le ambizioni dei singoli assessori o partiti (PD e civiche) rallentino l’azione amministrativa finale.

Ed ecco in conclusione una breve sintesi delle posizioni in consiglio
Fronte Accusa / Difficoltà Richiesta / Pretesa
Maggioranza (Galimberti) Ostruzionismo “arrogante” che blocca i servizi ai cittadini. Approvazione rapida dei progetti PNRR per non perdere i fondi.
Lega (Opposizione) Giunta sorda alle richieste su sicurezza e degrado dei quartieri. Revisione dei piani di viabilità e più risorse al controllo del territorio.
FdI (Opposizione) Mancanza di trasparenza e metodo nella gestione dei grandi cantieri. Maggior coinvolgimento nelle scelte strategiche e cambio di passo politico.

 

redazione@varese7press.it