MILANO, 2 aprile 2026 – Un’analisi dettagliata condotta da Animal Equality solleva nuovi interrogativi sulle politiche europee in materia di benessere animale. Esaminando oltre 700 incontri pubblici registrati tra dicembre 2024 e marzo 2026, l’organizzazione ha rilevato come i Commissari europei Olivér Várhelyi (Salute e Benessere animale) e Christophe Hansen (Agricoltura) abbiano avuto colloqui preferenziali con i rappresentanti del settore zootecnico e dell’industria del foie gras.
In risposta a questo scenario, il 27 marzo 2026, una coalizione trasversale di 40 eurodeputati provenienti da 15 diversi Stati membri ha inviato una lettera formale ai due Commissari. La richiesta è netta: inserire l’eliminazione graduale dell’alimentazione forzata nella prossima revisione della legislazione UE.
L’analisi di Animal Equality rivela un dato politico significativo: tra i firmatari della lettera figurano eurodeputati di quattro dei cinque principali paesi produttori (Francia, Bulgaria, Spagna e Belgio). L’unica assente è l’Ungheria, paese d’origine del Commissario Várhelyi.
Secondo l’organizzazione, gli incontri ufficiali con Euro Foie Gras — avvenuti nel febbraio e nel giugno 2025 — avrebbero preceduto la decisione della Commissione di mantenere i requisiti minimi di peso del fegato (ottenibili solo con l’alimentazione forzata) negli atti delegati adottati lo scorso ottobre.
Le indagini sul campo condotte da Animal Equality descrivono una realtà drammatica per migliaia di anatre e oche. La tecnica del gavage (alimentazione forzata) induce negli uccelli una patologia nota come steatosi epatica, che porta il fegato a pesare tra i 550 e i 700 grammi, ovvero dalle 7 alle 10 volte il peso normale.
“L’industria del foie gras è crudele nei confronti di milioni di anatre e oche. I politici lo sanno e la richiesta degli eurodeputati è chiara: porre fine a un sistema di produzione ingiusto e anacronistico”, dichiara Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia e Vice Presidente per l’Europa.
La lettera degli eurodeputati sottolinea come gli attuali standard di commercializzazione risalgano agli anni ’90 (1991 e 1995), un’epoca in cui gli animali non erano ancora riconosciuti come esseri senzienti dai trattati europei. Nonostante la condanna della pratica da parte della FAO e del Comitato scientifico dell’UE per la salute animale, l’alimentazione forzata resta ancora legale in alcuni Stati membri.
L’appello di Animal Equality e dei parlamentari europei punta ora a scardinare quello che definiscono un “sistema di produzione non più tollerabile”, chiedendo che la revisione legislativa prevista per il prossimo futuro metta finalmente al centro il reale benessere animale anziché gli interessi economici di settore.




