INDUNO olona, 12 aprile 2026-Le indagini sull‘omicidio di Enzo Ambrosino hanno subito un’accelerazione decisiva nella tarda serata di ieri.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo provinciale, in collaborazione con i militari della Compagnia di Varese, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un uomo di 50 anni, residente nel capoluogo, ritenuto il presunto responsabile della morte del trentenne avvenuta tra venerdì e sabato a Induno Olona. Il provvedimento, disposto dalla Procura della Repubblica, giunge al termine di una serrata attività investigativa che ha permesso di ricostruire la dinamica della violenta rissa scoppiata in via Porro.
Secondo quanto emerso dai primi rilievi e dalle testimonianze raccolte, la tragedia sarebbe l’epilogo di una disputa economica legata a un debito di modesta entità, stimato in poche centinaia di euro.
Quello che doveva essere un incontro chiarificatore si è trasformato in un brutale scontro fisico tra due fazioni. I contrasti, in realtà, erano già iniziati nei giorni precedenti con accesi diverbi tra i giovani delle famiglie coinvolte, culminando poi nell’appuntamento notturno sfociato nel sangue. Durante la colluttazione, il 50enne avrebbe inferto il fendente mortale con un’arma da taglio; lo stesso sospettato è rimasto ferito nel corso del tafferuglio.
Sul luogo del delitto i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un vero e proprio arsenale: due coltelli, una mazza ferrata e diversi oggetti contundenti, molti dei quali ancora sporchi di sangue.
Oltre al fermo del presunto omicida, l’attività dell’Arma ha portato alla denuncia a vario titolo di tutti i soggetti identificati per i reati di rissa e porto abusivo di armi.
Mentre la comunità locale resta scossa dall’accaduto, gli inquirenti proseguono gli accertamenti per definire con esattezza le responsabilità individuali in quella che è passata da una lite per denaro a una tragedia irreparabile.




