INDUNO OLONA, 14 aprile 2026-La cronaca di Varese si arricchisce di un nuovo, decisivo capitolo riguardante la tragica morte di Enzo Ambrosino, il giovane rimasto vittima di un’aggressione fatale durante lo scorso fine settimana.
Nella tarda serata di ieri, lunedì 13 aprile, i Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale hanno infatti dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini, di 65 e 27 anni.
L’accusa contestata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Varese è quella di rissa aggravata, un tassello fondamentale per ricostruire l’esatta dinamica della violenza esplosa nella notte tra venerdì e sabato.
L’intera vicenda ha avuto inizio in quel drammatico lasso di tempo tra il 10 e l’11 aprile, quando un alterco è degenerato rapidamente in uno scontro fisico di estrema ferocia.
Enzo Ambrosino è stato colpito mortalmente durante il parapiglia, trasformando quello che sembrava un dissidio urbano in un caso di omicidio che ha scosso profondamente la comunità locale. Le indagini condotte dai militari, coordinate dalla Procura, si sono concentrate immediatamente sull’identificazione di tutti i partecipanti allo scontro per distinguere le singole responsabilità.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, i due soggetti arrestati avrebbero avuto un ruolo attivo e determinante nella rissa che ha preceduto o accompagnato il tragico epilogo.
L’individuazione del sessantacinquenne e del ventisettenne è stata possibile grazie all’incrocio di testimonianze e analisi dei rilievi effettuati sulla scena del crimine.
Con il loro trasferimento in carcere, gli inquirenti mirano ora a chiudere il cerchio attorno a ogni fase della colluttazione, cercando di chiarire se vi siano altre persone coinvolte o se il quadro probatorio a carico dei due arrestati possa portare a ulteriori e più gravi capi d’imputazione.




