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Non solo fitness, ma disciplina e zero comfort: attesa a Brescia per la nuova edizione della Spaccagambe

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BRESCIA, 28 aprile 2026- Un’ora di allenamento serrato senza sosta nell’area verde del Campo di Marte, seguita da una corsa di nove chilometri tra i sentieri sterrati del Monte Maddalena con un dislivello di seicento metri. È questa l’essenza della Spaccagambe, la manifestazione non competitiva che ha appena celebrato la sua sesta edizione consolidando un successo senza precedenti. Nata ufficialmente nel 2021 come risposta alla staticità del periodo post-pandemico, la sfida ha visto crescere i propri numeri in modo esponenziale, passando dai cinquecento pionieri della prima edizione agli oltre tremila partecipanti di quest’anno. Un evento che unisce uomini e donne da tutta Italia sotto l’egida della Ginnastica Dinamica Militare Italiana 1978, società leader nel settore con più di settantamila iscritti e seicento centri distribuiti su tutto il territorio nazionale, riconosciuta ufficialmente dal CONI attraverso il CSI.

L’organizzatore e fondatore Matteo Sainaghi, che ha dato vita al progetto nel 2013 insieme a Mara Uggeri, spiega che il

Matteo Sainaghi ideatore della Spaccagambe

nome dell’evento deriva dall’ultimo, durissimo esercizio che chiude la prima ora di training, una combinazione di quattro attività diverse studiata per testare la funzionalità del corpo. Nonostante l’aura di severità che il nome può suggerire, la Spaccagambe si definisce come un’esperienza inclusiva volta a rafforzare l’autodisciplina e il senso di comunità. Sebbene vengano premiati simbolicamente i primi tre classificati per merito goliardico, il vero traguardo è considerato il completamento della prova stessa. Quest’anno l’impegno sportivo si è tinto anche di solidarietà, poiché parte del ricavato della manifestazione è stata destinata al progetto di ampliamento del centro di Areka, in Etiopia, confermando la vocazione sociale dell’iniziativa.

Il protocollo di allenamento della GDMI 1978 si fonda su pilastri scientifici e metodologici molto rigorosi che si discostano radicalmente dal fitness tradizionale. Il primo principio prevede esercitazioni in assetto antigravitario, rifiutando l’uso di macchinari che, secondo la visione di Sainaghi, annullano la naturale armonia fisiologica a favore di un’ipertonia artificiale. Il secondo cardine è la totale mancanza di comfort: l’attività viene svolta sotto forma di comando per forzare le barriere psicologiche legate alla sedentarietà, creando un adattamento fisico e mentale permanente. Infine, il terzo principio elimina la competizione esasperata per favorire la coesione del gruppo, dove chi resta indietro non viene isolato ma diventa lo stimolo per l’intero collettivo a intensificare l’impegno, seguendo una logica di mutuo sostegno.

Il nome stesso della disciplina racchiude una filosofia precisa: Ginnastica per la robustezza del corpo, Dinamica come sinonimo di velocità ed efficienza, e Militare per l’ordine necessario a ottimizzare la classe eliminando le barriere sociali. L’aggettivo Italiana rivendica con orgoglio le radici nazionali del protocollo, lontano dalle mode estere, mentre il numero 1978 è un omaggio all’anno dello storico record mondiale di Pietro Mennea sui 200 metri. L’universo di Sainaghi non si ferma però al solo movimento fisico ma sconfina nell’arte. Fondatore insieme a Giancarlo Prandelli del duo GianTheo, l’imprenditore ha contribuito alla scrittura di centinaia di brani, tra cui “Catene”, l’inno di GDMI che ribadisce un concetto fondamentale per la società: il corpo e la mente necessitano di sfida costante, perché l’unico vero limite per l’essere umano resta la pigrizia individuale.

redazione@varese7press.it