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Varese, migliaia in piazza per la Festa del Lavoro. Ezio Cigna (Cgil Nazionale): “Oggi si è poveri pur lavorando”

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La testa del corteo

VARESE, 1 maggio 2026 — di GIANNI BERALDO

Si è conclusa con un successo pieno la manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil in occasione della Festa dei Lavoratori. Un corteo composito, animato da qualche migliaio di persone tra diverse categorie di lavoratori, pensionati, studenti e semplici cittadini, si è mosso intorno alle 9.30 da Piazzale Trieste, dopo il consueto ritrovo davanti alla stazione di Trenitalia.

Ad aprire il lungo e coloratissimo cordone (che ha attraversato le vie principali della città) c’erano i segretari generali provinciali delle sigle sindacali, accompagnati da Ezio Cigna della segreteria nazionale Cgil, oggi incaricato dell’intervento conclusivo.

È bene ricordare che il discorso di chiusura, il momento più significativo della giornata, avviene a rotazione tra i rappresentanti delle tre principali sigle nazionali. Il tema centrale di quest’anno si è focalizzato sul lavoro dignitoso, invocando nuove tutele e diritti per un’Italia che muta rapidamente nell’era dell’Intelligenza Artificiale.

Questa complessa realtà è stata ampiamente documentata dai vari interventi che si sono susseguiti sul palco di Piazza Montegrappa, alternati dalle sonorità della rock band Jefferson Cleaners.

Le sfide sono molteplici: un mercato del lavoro che evolve più velocemente del previsto, il precariato, la disoccupazione e l’incertezza della crisi internazionale rappresentano tematiche che negli anni faticano a trovare soluzioni accettabili, contribuendo a un clima sociale sempre più teso.

Ezio Cigna, da noi intervistato prima dell’inizio del corteo, ha sottolineato come “L’obiettivo sia quello di vivere un Primo Maggio quotidiano, evitando di limitarsi a una simbolica bandierina politica issata una volta l’anno. Secondo Cigna, non deve trattarsi di una semplice ricorrenza da calendario ma di una mobilitazione continua, specialmente in un contesto dove il lavoro è spesso sfruttato al punto da generare povertà tra gli stessi occupati”.

Cigna ha inoltre evidenziato come la vera riforma delle pensioni passi necessariamente dall’aumento dei salari, poiché senza lavoro non può esserci previdenza. Riguardo alla crisi delle contrattazioni collettive, il rappresentante nazionale della Cgil ha poi aggiunto che, nonostante la mancanza di grandi passi avanti, il problema risiede nella carenza di volontà politica nel varare una legge sulla rappresentanza, ricordando che i contratti possono essere rinnovati solo se sussiste la volontà delle controparti.

Un elemento distintivo della grande manifestazione odierna è stata l’assenza di slogan urlati durante il corteo, che ha visto una partecipazione istituzionale nutrita: erano presenti il sindaco Davide Galimberti, il presidente della Provincia Marco Magrini, diversi assessori comunali e figure politiche come la segretaria provinciale del Pd Alice Bernardoni, la segretaria cittadina Manuela Lozza e il consigliere regionale Samuele Astuti. Tra i manifestanti spiccavano le delegazioni di lavoratori di grandi e medie aziende, realtà dove la stabilità del posto è oggi messa seriamente a rischio. Tra queste si segnalano le rappresentanti delle Donne Iulm Varese, note come “Metallo Rosa”, e i lavoratori del comparto tessile.

Su questi temi ha fatto chiarezza Stefania Filetti, Segretaria Generale provinciale della Cgil, spiegando che “I posti di lavoro in provincia di Varese non risultano sufficienti a coprire il fabbisogno occupazionale”.

Filetti ha posto l’accento sull’avanzata tecnologica e sull’impatto dell’intelligenza artificiale, rilevando come questa evoluzione stia minacciando i profili professionali classici. Allo stesso tempo, ha denunciato come i giovani impiegati proprio nei settori legati alle nuove tecnologie si trovino spesso vincolati a contratti e condizioni di lavoro decisamente precari.

Quello partito oggi da Varese è, in definitiva, l’ennesimo grido di allarme sociale che invoca sicurezza e un futuro lavorativo capace di garantire dignità, lontano da logiche di sfruttamento o soprusi.

redazione@varese7press.it