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Patuanelli denuncia il caos CER: “Fondi esauriti e regole cambiate in corsa”

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ROMA, 5 maggio 2026-Il panorama della transizione ecologica italiana, è scosso da una denuncia che mette in dubbio la trasparenza della gestione dei fondi legati al PNRR. Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli, ha sollevato un caso di estrema gravità riguardante le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), evidenziando come le ultime comunicazioni inviate dal Gestore dei Servizi Energetici, stiano gettando nel caos centinaia di proponenti.

Il paradosso descritto è evidente: numerosi progetti, pur essendo stati dichiarati tecnicamente idonei dal GSE, si sono visti recapitare un diniego al finanziamento con la motivazione dell’esaurimento delle risorse disponibili. Il contributo economico risulterebbe quindi subordinato a eventuali e incerti scorrimenti futuri delle graduatorie, una condizione che declassa di fatto la validità del Codice Unico di Progetto ottenuto dai richiedenti.

Secondo quanto riportato da Patuanelli, il meccanismo di prenotazione del contributo basato sul CUP sembra aver subito una variazione interpretativa arbitraria in corso d’opera. Se fino al 21 novembre il codice garantiva la copertura finanziaria, per tutte le istanze presentate successivamente, pur con il bando ancora regolarmente aperto, lo stesso strumento avrebbe perso il suo valore economico. Questa dinamica configura quello che viene definito un cambio delle regole a partita in corso, avvenuto senza alcun preavviso o comunicazione ufficiale da parte delle autorità competenti. Si crea così una disparità di trattamento inaccettabile tra soggetti che hanno operato all’interno dello stesso quadro normativo e dello stesso decreto, discriminati unicamente sulla base di una data limite che non era mai stata indicata come termine ultimo per l’accesso ai fondi.

Le ripercussioni di questa incertezza normativa, sono immediate e colpiscono direttamente il tessuto produttivo e sociale del Paese. La violazione del principio di legittimo affidamento ha esposto cittadini, imprese e operatori che hanno già investito capitali e risorse nella progettazione, basandosi su impegni assunti dallo Stato. Il risultato è una paralisi diffusa che vede cantieri bloccati, investimenti congelati e intere filiere industriali in difficoltà, minando alla base uno degli strumenti più promettenti per la diffusione dell’energia pulita sul territorio. La critica politica punta il dito contro i vertici dell’esecutivo, chiedendo conto dell’operato della Presidenza del Consiglio e dei ministeri dell’Economia, delle Imprese e dell’Ambiente per quella che viene descritta come una gestione poco trasparente dei fondi PNRR.

La questione sollevata dal vicepresidente M5S richiede ora un chiarimento urgente e definitivo sulla natura della prenotazione finanziaria legata al bando. È fondamentale stabilire se le domande siano state accettate consapevolmente nonostante l’assenza di coperture, poiché un simile scenario aprirebbe un problema istituzionale di vasta portata.

La correttezza nei rapporti tra pubblica amministrazione e investitori è il presupposto per qualsiasi politica di sviluppo, e l’attuale situazione rischia di smontare pezzo dopo pezzo la credibilità della strategia energetica nazionale. In assenza di risposte concrete e della garanzia di fondi certi per tutti i progetti idonei, la responsabilità di quello che Patuanelli definisce un pasticcio ricadrà inevitabilmente su chi non ha saputo tutelare chi ha creduto nelle regole dello Stato.

redazione@varese7press.it